Europee in Sicilia. Per la prima volta dato aggregato ex centrodestra inferiore a PD

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Quando le sezioni scrutinate in Sicilia sono ancora parziali, durante lo spoglio delle schede per le elezioni europee, c’è un dato che salta agli occhi. Per la prima volta nell’Isola, tutte le forze dell’ex centro destra, oggi non alleate, sommate tra loro sono molto al di sotto del solo Partito Democratico.

Alle regionali di ottobre 2012 ad esempio, se gli autonomisti avessero sommato i propri voti con quelli del PDL,  sarebbero stati certamente sopra, di gran lunga, al PD. Quest’ultimo avrebbe pareggiato, forse,  con il sostegno del UDC. Soltanto la divisione del centrodestra e la presenza del M5S consentì la vittoria di Crocetta.

Oggi, invece, i partiti dell’ex centrodestra totalizzano il 30% in Sicilia, addirittura comprendendo Monti e l’Udc. Il solo PD è al 37% che sommato al 3,6% circa de L’Altra Europa (di cui  SEL è una componente), fa segnare il 40% nell’isola, alla sinistra, o viceversa anche più del 40% se insieme ai democratici sommiamo l’Udc che però in queste elezioni è con Alfano.

Rimane nel mezzo il Movimento 5 Stelle con un risultato importante, il 27% in Sicilia, più alto che nel resto d’Italia, di più di quanto non fece con il 20% alle Regionali che avviarono una rivoluzione politica. Il 20%, allora, trainò la corsa di Grillo a livello nazionale (cosa che evidentemente Grillo non ha capito). Oggi il 27% rischia di essere una quasi sconfitta, o comunque non dirompente. Perché non rappresenta il “vinciamo Noi” che Grillo aveva dato come obiettivo, ma neanche una spallata al governo Crocetta.

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