Ettore Garozzo, il Signor K del vaccino. L’odissea di chi ha diritto ma fa i conti con la burocrazia

Può capitare a chiunque di trovarsi nel mezzo di carte e adempimenti burocratici senza capire bene il motivo, un pò come il Signor K di Kafka che si ritrova sotto processo senza sapere perché.

Ettore Garozzo è un personaggio molto noto a Caltanissetta. Fotografo ricercato, in passato impegnato direttamente in politica (passione sempre viva grazie al suo acume nell’osservare le dinamiche sociali), voce libera e indipendente. L’odissea che ha vissuto in questi giorni è quella di un disabile al 100 percento costretto dalla burocrazia a una gimkana per ottenere un vaccino che gli tocca di diritto. E nonostante abbia seguito tutte le indicazioni (anche le retromarce e le giravolte), il suo turno non è ancora arrivato.

“Io sono un portatore di handicap al 100 percento ma quando parlo di me rappresento un contesto più vasto. Peraltro purtroppo non lo sono da ora ma da 51 anni e sostanzialmente questo non basta alla burocrazia per potermi vaccinare. Credo sia una cosa lapalissiana, mi chiedono ancora codici, mi si chiede il codice esenzione. La burocrazia si antepone all’importanza di dare a una persona con difficoltà fisiche un vaccino in un momento di pandemia”.

Tutto nasce quando Ettore prova a prenotare il vaccino nel portale di Poste dal momento che rientra nelle categorie fragili. Ma il portale non gli consente di accedere, non riconosce la sua tessera sanitaria tra quelle delle persone che hanno diritto in questa fase. Il problema interessa migliaia di persone in Italia. Alle persone “estremamente vulnerabili” che non riescono a registrarsi, l’Asp ha prima detto di recarsi dal medico di famiglia e quindi al poliambulatorio di via Malta per aggiornare i codici associati alla tessera sanitaria. Dunque di recarsi direttamente al Cefpas per la vaccinazione. Dopo neanche un giorno il dietrofront. Non più di persona ma tramite mail. Ettore ha seguito tutti questi passaggi ma ad oggi non sa quando si potrà vaccinare.

E’ diventato così uno dei tanti Signor K del vaccino, finito senza volerlo nei meandri della burocrazia. “Palesemente sta venendo fuori la totale mancanza di criteri ponderati e la disorganizzazione nel gestire un evento prevedibile come la vaccinazione di noi soggetti fragili con indicazioni che cambiano da un giorno all’altro. Negli ultimi giorni credo che abbiano cambiato metodo di prenotazione e criteri di selezione anche più volte al giorno. E’ ridicolo perché giovedì mattina mi sveglio e leggo che era uscito dall’Asp che i soggetti rientranti nelle categorie dei fragili dovessero andare prima dal medico, poi portare il certificato all’Asp (al poliambulatorio di via Malta, ndr.) e dall’Asp ottenere i codici e quindi la prenotazione per fare il vaccino. Mi sono permesso di scrivere al sindaco dicendo che è una cosa assolutamente folle. I portatori di handicap con difficoltà gravi non puoi mandarli in giro per la città con la pandemia solo per risolvere questioni burocratiche. Poi è venuta l’ipotesi di realizzare tutto quanto via mail”. Quindi tutto risolto? “Ovviamente no, perché nessuno la mia mail l’ha letta, ma non solo la mia. Siamo barocchi nel trovare le soluzioni e poi non siamo capaci di applicarle. E’ un continuo scivolare su bucce di banana che ognuno si mette davanti – e qui Ettore s’arrabbia un pochino – e lo si sta facendo con soggetti che andrebbero tutelati e non cazziati perché si recano in anticipo a fare il vaccino. Tanto valeva lasciare la categoria dei fragili per ultima ma almeno mettere le regole per tempo”.

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