Estorsioni per ampliare il cimitero. Denunciati due imprenditori di pompe funebri a Gela

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Gli vengono assegnati i lavori per l’ampliamento del cimitero Farello di Gela, ma da lì per un imprenditore della città del Golfo inizia il calvario di richieste estorsive e assunzioni che si è visto obbligato a fare.

Due imprenditori gelesi, titolari di altrettante agenzie di pompe funebri, nonché appartenenti all’associazione che aveva affidato i lavori per 252 loculi, sono stati denunciati dagli agenti del Commissariato con i collegi della sezione criminalità organizzata della polizia di Stato per estorsione continuata in concorso. Un lavoro da 450 mila euro per il quale l’imprenditore vessato, che ha denunciato tutto all’autorità giudiziaria nel febbraio 2015, ha dovuto pagare 45 mila euro con sei rate in assegni e assunto come operaio un congiunto di uno dei due estorsori. Avrebbe dovuto assumere anche il nipote dell’altro, e al diniego opposto, in quanto già munito di numerosi operai a libro paga, è stato minacciato. Gli avrebbero interrotto i pagamenti e provocato non meglio precisati danni.

La vicenda ha avuto inizio nel novembre 2013 quando l’imprenditore edile venne contattato per realizzare i lavori al cimitero, autorizzati dal comune di Gela. A lavori iniziati sono iniziate anche le minacce e le estorsioni e parallelamente i pagamenti, che con una partita di giro venivano effettuati con assegni sul conto corrente dell’associazione committente.

Gli agenti del commissariato di Gela ed i colleghi della sezione criminalità organizzata hanno sequestrato computer e documentazione utile agli sviluppi dell’inchiesta. L’imprenditore edile vittima di estorsione, inoltre, ha conservato tutti i documenti di pagamenti effettuati, e annotato giorni e circostanze di richieste e minacce, informando la Polizia anche sui movimenti bancari e gli istituti di credito presso cui effettuò i pagamenti.

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