Il PM Nicolò Marino nella giunta Crocetta? “In ogni caso sono e resto un magistrato”

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Il Sostituto Procuratore Nicolò MarinoLo abbiamo chiamato al telefono nella prima parte della mattina e cortesemente ci ha detto di richiamare. “Scusate ho troppi impegni e ci sono alcuni problemi urgenti stamane in Procura, potete chiamarmi più tardi?”. Così il Sostituto Procuratore della DDA di Caltanissetta, Nicolò Marino, continua alacremente a lavorare alle sue indagini con la stessa lena di sempre, sebbene incombe sul suo futuro l’ipotesi di interrompere le inchieste e fare l’assessore regionale nella giunta del governo Crocetta.

Quando ci risponde sono quasi le 14 e all’altro capo del telefono si sentono ancora persone che bussano al suo ufficio. Il lavoro del magistrato della DDA è intenso. Marino coordina le inchieste su Capaci e via D’Amelio ed è sicuro che dopo i risultati raggiunti con l’operazione “Stragi”, se ne possono ottenere ancora di nuovi.

Ancora non ha deciso se accettare la proposta di Crocetta, uomo che conosce bene vista la mole di denunce all’autorità giudiziaria che l’ex sindaco di Gela ha presentato. E’ consapevole di poter intervenire in un settore, come l’energia e i rifiuti, in cui c’è bisogno di un’operazione di grande pulizia.

“Per servire lo Stato – spiega Nicolò Marino – è importante onorare le vittime della mafia con la ricerca della verità sui delitti Dalla Chiesa, Fava, Falcone e Borsellino. Ma al contempo è importante costruire e prevenire quei fatti che nella politica hanno determinato dei mali gravissimi. Devo fare tante valutazioni, io sono e resto un magistrato, non so se mi sono spiegato”.

Si è spiegato, benissimo.

Il problema, gli faccio presente, è che una volta terminato l’incarico (in un periodo non definibile vista l’imprevedibilità della politica) non potrà ritornare nell’ambito investigativo di cui oggi si occupa e neanche nella Procura. “E il punto è proprio questo”, sobbalza il PM antimafia. “E’ chiaro che si serve il paese in mille modi” e tra questi c’è il “dare un contributo fattivo su cosa si può e si deve ricostruire in queste macerie, proprio per ricordare e onorare la memoria di chi è stato ucciso per combattere questi sistemi, come nei rifiuti o nell’eolico che producevano ricchezza ed erano quindi infiltrati dalla mafia”.

Ma c’ anche “l’amore per quello che sto facendo ovvero l’attività investigativa sulle stragi”.

C’è quindi il rispetto per il lavoro della “squadra” della DDA e del suo capo, Sergio Lari, “una persona splendida, abbiamo parlato, lui è il capo dell’ufficio ed è giusto mantenersi neutrale”.

Infine una valutazione che potrebbe pesare nella scelta finale del magistrato che mette in conto anche i tentativi di strumentalizzazione che ne potrebbero venire, “dare una copertura di facciata”. “In questo momento di grande rivoluzione, se si perde l’occasione magari arriva un’altra rivoluzione che non vuole cambiare niente, e invece per com’ è fatto Crocetta e per l’esito politico che si è venuto a creare con l’indignazione della gente (Movimento 5 Stelle primo partito, ndr), può nascere qualcosa e in tal senso bisognerebbe cogliere l’attimo. Però sono combattuto. E’ il senso del servizio, forse qualcosa veramente si potrebbe fare e siccome c’è da fare tutto, basterebbe iniziare”.

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