Esami diagnostici gratuiti per i militari della Gdf, i dubbi del consigliere Alaimo

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Valeria Alaimo

“Nei giorni scorsi i cittadini di Caltanissetta, e fra di essi anche la scrivente, hanno appreso da giornali locali dell’esistenza di una circolare, firmata dal Dirigente Generale dell’ASP 2 Dott. Carmelo Iacono , il direttore Sanitario Dott.sa Marcella Santino e datata 15 giugno 2016, il cui oggetto ha lasciato tutti alquanto basiti”. Il consigliere comunale Valeria Alaimo contesta la disposizione attuativa che esenta dal pagamento del ticket tutti i militari appartenenti alla Guardia di Finanza, in servizio ed in pensione, ed i loro congiunti, per esami diagnostici quali esami del sangue, tac, risonanza magnetica, radiografie ed altro.

“Erogazione a titolo gratuito di prestazioni sanitarie di prevenzione riservate agli appartenenti alla Guardia di Finanza e loro familiari conviventi”, questo l’oggetto della delibera.

L’articolo di stampa del 30 luglio, argomenta la Alaimo, afferma quanto segue << la gratuita delle prestazioni (analisi di laboratorio, strumentali, riabilitative post traumatiche o cardiologiche) non è subordinata a tetti di reddito o all’esistenza di gravi patologie, come le norme prevedono per i cittadini>>. Ed ancora <<l’ASP ha previsto nel proprio bilancio un tetto di spesa da assegnare per l’erogazione di queste prestazioni alle strutture specialiste convenzionate>>.

“La circolare firmata dal management dell’Azienda Sanitaria Provinciale nissena è documento attuativo di un protocollo d’intesa sottoscritto nel Novembre del 2010, quindi quasi 6 anni fa, dall’Assessore Regionale alla Sanità Massimo Russo ed il Comandate regionale della Guardia di Finanza Domenico Achille”.

“In breve, e senza fronzoli, il protocollo serve a garantire una sorta di ristoro per l’attività svolta dalla Guardia di Finanza che, fra tutti i compiti che svolge, ha anche quello di accertare che i cittadini non dichiarino falsamente di essere esenti dal pagamento del ticket frodando così le casse regionali”.

“Gli appartenenti alla Guardia di Finanza, alla Polizia dello Stato, all’Arma dei Carabinieri, del Corpo dei Vigili del Fuoco, svolgono il loro lavoro meravigliosamente ed a loro va il plauso di tutti per l’impegno e la dedizione con cui difendono l’incolumità di noi cittadini ogni giorno. Come loro però molti altri cittadini fanno del loro meglio nel proprio ambito lavorativo”.

“Il protocollo e la circolare, che prevedono agevolazioni per alcuni a discapito di altri, creano astio fra cittadini. Ad avviso della scrivente la discriminazione è palese. Inoltre preme precisare che la circolare emanata del Direttore generale ASP 2 ha come destinatari i centri convenzionati col Sistema Sanitario Regionale, ciò ha posto alcune legittime domande ai più. Per assurdo e volendo pensar male, l’appartenente alla Guardia di Finanza potrebbe essere paziente di un centro convenzionato su cui un giorno potrebbe o dovrebbe svolgere controlli contabili per accertare che la clinica abbia emesso fatture per un importo pari a quello effettivamente riscosso”.

“Compito della Guardia di Finanza è, da un lato, quello di accertare che il cittadino non attesti falsamente il proprio ISEE per ottenere esenzioni non dovute, e dall’altro di controllare che Centri convenzionati siano in regola nel pagamento delle dovute tasse.

Partendo dal presupposto che non tutti i cittadini, e quindi anche i proprietari delle cliniche convenzionate, sono furbetti e l’onestà ancora esiste, mi domando perchè insinuare il dubbio nei cittadini mettendo in difficoltà chi lavora onestamente.

Ultima considerazione cui seguirà richiesta di parere agli organi competenti.

Ipotizziamo che il protocollo fra Assessorato e GdF non violi l’articolo 3 della Costituzione italiana, mi domando se non sarebbe stato più opportuno e lecito per il Direttore Iacono dare la possibilità di fare fruire di tale agevolazione la Guardia di Finanza presso gli Ospedali pubblici piuttosto che redigere convenzione con cliniche private che poi dovranno tenere contabilità separate per ottenere il giusto ristoro dall’ASP, comportando ciò un impegno di spesa nel bilancio dell’azienda sanitaria che col ricorso al pubblico si sarebbe potuto evitare destinando quindi l’importo ad altre necessità”.

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