Entomologia forense. La scienza nel processo che "fa parlare" gli indizi

3056

Nell’ elegante location della sala congressi della Banca di Credito Cooperativo del Nisseno – ex palazzo delle Poste di via Crispi – si è tenuto, sabato 1 marzo, un importante seminario sulla entomologia forense nelle indagini giudiziarie. A dare il benvenuto agli intervenuti è stata la d.ssa Claudia Sollami, laureata in biologia sperimentale ed applicata e organizzatrice dell’incontro curato in ogni dettaglio. L’iniziativa promossa dall’Università di Pavia aveva lo scopo di promuovere ancora di più questa scienza che tanto aiuto ha dato e può dare agli investigatori nel determinare, con sufficiente precisione, la data di decesso di un individuo attraverso lo studio degli insetti, di provenienza esogena, che infestano il cadavere.

Potere stabilire con certezza la data di morte di un soggetto può quindi cambiare, in un processo, un eventuale impianto accusatorio o una tesi difensiva. In sintesi, può cambiare tutto.

Intervista d.ssa Claudia Sollami organizzatrice dell’evento – Intervista prof.ssa Simonetta Lambiase

“Come dicono gli avvocati ai giudici in udienza” – ha esordito il Consigliere di Corte d’Appello Giovanbattista Tona, moderatore dell’incontro – “chiedo il permesso di rimanere seduto in maniera tale da poter fare più il coordinatore che il relatore”.

Nel corso della sua introduzione, intrisa di esperienza, parlando del processo indiziario che potrebbe apparire come un processo minore in quanto non ci sono prove ma solo indizi, ha precisato che la scena del delitto spesso offre agli investigatori delle notizie che non dicono cosa è successo ma dicono verso dove guardare. “Il processo indiziario, quindi, non è un processo minore – ha continuato il magistrato – ma anzi potrebbe essere più attendibile, nelle prove, rispetto ad un processo nel quale ci siano le dichiarazioni di soggetti che possono essere smemorati, interessati, mentitori o semplicemente incapaci di trovare dentro di sé le risorse morali per indicare al giudice “dove guardare” perché spesso il testimone è incerto per paura, o soggezione. Le mosche, invece, non hanno paura e, probabilmente, sono più affidabili delle persone che riferiscono in un processo. Ecco perché nella ricostruzione della “prova muta” quella prova che parla, pur essendo muta, è più attendibile di coloro che parlano e traducono nel loro racconto, i loro pensieri i loro sentimenti, le loro paure o che semplicemente non riescono a ricordare bene quello che devono raccontare. Quindi c’è la “prova muta” che parla e c’è la prova che parla ma non sempre “dice”. Allora forse è meglio curare di più questa “prova muta”.

Intervista Dr Giovanbattista Tona

Dopo questa illuminante premessa, frutto di esperienza, il dr Tona ha passato la parola al prof.ssa Antonella Argo del Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Legale dell’Università di Palermo che ha spiegato la correlazione tra medicina legale ed entomologia forense. È stato poi compito della d.ssa Valentina Triolo, ricercatrice in discipline medico legali, entrare nei dettagli della materia.

L’entomologia forense “può essere determinante per risolvere situazioni di dubbio…“ – dice ai nostri microfoni il colonnello Angelo De Quarto, comandante provinciale dei Carabinieri .

Dello stesso avviso l’avv. penalista Sergio Iacona il quale sostiene che “ tutto quello che dà maggiore certezza riduce il numero di possibili errori giudiziari e…”. Intervista all’avv.penalista Sergio Iacona

Dopo i saluti e l’intervento del prof. Di Forti, presidente della Banca del Nisseno, che ha ringraziato la dott.ssa Sollami per avere scelto quella location per una manifestazione di siffatta importanza, il microfono è passato alla d.ssa Caterina Bertuglia dirigente della Polizia scientifica di Palermo che ha basato il suo intervento su fatti realmente successi, che molti hanno conosciuto dai media e, quindi, rivissuti dal punto di vista degli investigatori.

Dopo il Capitano Enrico Di Luise dei RIS di Messina, uomo di grande esperienza, che ha evidenziato la indispensabilità di non alterare la scena del delitto in quanto ogni minimo particolare può essere determinante, è salita sulla pedana dei relatori per il suo attesissimo intervento, la prof.ssa Simonetta Lambiase, pilastro centrale del Seminario, che per la prima volta, da esperta entomologa, ha assunto la responsabilità del laboratorio di entomologia forense dell’Università di Pavia. “L’entomologia forense nasce con la medicina legale – precisa la studiosa ai nostri microfoni – anzi, in Italia, i promotori, medici legali, sono stati a Bari e hanno sempre avuto loro l’appannaggio dell’entomologia forense italiana e, quindi, a loro…”. 

Dotto e appassionato il suo intervento che pur nella crudezza delle immagini mostrate, ha chiarito moltissimi aspetti di questa materia che tanto può dare nella ricerca della verità processuale. La presenza della prof.ssa Lambiase, ha dato lustro ad una manifestazione, di per sè ad alto livello. Con l’intervento della d.ssa Claudia Sollami, seguito dai ringraziamenti di rito e da un ricco buffet, si è concluso un Seminario estremamente interessante.

Intervista col. CC De Quarto e cap. Giordano – Intervista d.ssa Caterina Bertuglia Polizia scientifica Palermo

Non possiamo, in conclusione, non riportare le parole di commiato pronunciate dal dr Tona, parole che nella loro voluta ironia racchiudono una grande verità: “certo è che quando torneremo a casa e saremo disturbati dagli insetti, potremo pensare che ogni tanto loro sono collaboratori di giustizia e quindi vanno rispettati”.

2 marzo 2014

Commenta su Facebook