Eni, Bonanni (Cisl): “Renzi non può stare alla finestra su chiusura raffineria Gela”. Gallo: “in 500 a Roma”

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foto da www.livesicilia.it
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Sette autobus che da Gela partono per Roma giorno 29 luglio, oltre 500 persone alla manifestazione nazionale a difesa del settore della raffinazione e della Raffineria di Gela. Una manifestazione a cui ha dato la sua adesione il segretario nazionale della Cisl Raffaele Bonanni.

Il leader della Cisl nazionale, sull’Eni, richiama l’attenzione del governo.

“L’Eni e’ fino a prova contraria una grande azienda a capitale pubblico. Il Governo Renzi non puo’ stare dunque alla finestra di fronte all’ipotesi di chiudere alcune raffinerie in Italia e di dismettere l’impianto di Gela. Sarebbe un disastro non solo per l’industria chimica ma anche per tutto l’indotto che ruota intorno a quei siti industriali”. Cosi’ il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha annunciato la sua partecipazione alla manifestazione nazionale che i sindacati di categoria hanno organizzato il 29 luglio a Piazza Montecitorio in concomitanza con la giornata di sciopero a livello nazionale.

Sull’indotto, sulla scia delle dichiarazioni del leader nazionale Bonanni, interviene il segretario della Ust Cisl (Agrigento, Caltanissetta, Enna) Emanuele Gallo, impegnato nella vertenza raffineria.

L’indotto della raffineria è l’anello debole della catena – spiega Gallo – Anche volendo ammettere che Eni faccia 2,4 miliardi di euro di investimenti, saranno centrati su una tipologia di impianti (ad esempio perforazione ed estrazione di greggio), nei quali la forza lavoro oggi impegnata nell’indotto, difficilmente potrà essere coinvolta. A meno che non si facciano operazioni diverse che prevedano espressamente la loro riconversione e il loro impiego”.

Il segretario nazionale della Cisl, Raffaele Bonanni, infine, è netto. “Non possiamo assistere inermi al blocco di investimenti, al ridimensionamento degli assetti industriali e occupazionali e della politica energetica del Gruppo Eni nel nostro paese”, ha aggiunto Bonanni, secondo cui “l’Eni deve riconsiderare le sue scelte strategiche ma il Governo deve fare la sua parte perche’ il tema dell’energia e’ strategico per il futuro industriale del nostro paese”.

A Gela, la giornata del 29 sarà preceduta da un corteo il 28 luglio, che coinvolgerà lavoratori, sindacati e cittadini dal Museo Archeologico fino ad arrivare in piazza.

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