Emergenza pagamenti per il bonus 110%. Il sindaco di Mussomeli scrive al Mef: “Ritardi da Poste Italiane”

Lettera del sindaco di Mussomeli Giuseppe Catania indirizzata al ministro dell’Economia per sollecitare un intervento a supporto relativo ai ritardi nelle procedure di cessione del credito del bonus 110% da parte di Poste Italiane.

Illustrissimo Ministro,

con la presente è mia precisa intenzione, nella qualità di Sindaco pro-tempore del Comune di Mussomeli, rappresentarLe le preoccupazioni in ordine alle implicazioni che l’eccessivo “RITARDO PAGAMENTI” alle imprese edili impegnate negli interventi di recupero edilizi con il bonus del 110%” sta avendo anche per le nostre piccole imprese edili del territorio. Ritardi che rischiano di generare gravi ripercussioni sul piano della tenuta economica delle stesse aziende, oltre che per i tanti lavoratori impegnati nelle stesse attività. Questa misura introdotta con il decreto rilancio, consistente in una detrazione del 110% delle spese sostenute per l’efficientamento energetico e antisismico, nonché per l’installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici ha fatto registrare, a pochi mesi dalla sua operatività, grande interesse da parte dei cittadini della mia piccola comunità.

Diverse decine sono gli interventi partiti a Mussomeli e variegati sono i soggetti che fino ad ora ne hanno usufruito o per i quali sono in corso di realizzazione i lavori:

• Condomìni;

• persone fisiche che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento;

• persone fisiche proprietari (o comproprietari con altre persone fisiche) di edifici costituiti da 2 a 4 unità immobiliari distintamente accatastate;

• Onlus, associazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale.

Mi pare doveroso rimarcare l’importante volano che questa misura sta generando sul territorio, sia in termini di fatturato per le piccole medie imprese edile colpite da un periodo di scarsa produttività, sia in termini di impatto occupazionale il cui valore di tenuta sociale è indiscutibile. Tra le opzioni della misura incentivante introdotta dal decreto rilancio è prevista la possibilità (da parte del committente) di procedere alla cessione del credito a intermediari finanziari, istituti bancari, agli stessi fornitori o a terzi soggetti.

Facendo un approfondimento nel mio territorio, registro che gran parte imprese edili operanti a Mussomeli ha scelto Poste italiane S.p.A. come l’interlocutore per l’applicazione del meccanismo dello “sconto in fattura” e per la cessione successiva dei crediti acquisiti.

Illustre sig. Ministro mi sono premurato di interagire con gran parte delle imprese edili locali che hanno scelto Poste italiane S.p.A, ed ho registrato che fino al mese di ottobre 2021 ha onorato i propri obblighi nei tempi contrattuali. Tuttavia, a partire dal mese di novembre 2021, Poste italiane S.p.A ha iniziato ad accumulare enormi ritardi, ben oltre i termini contrattuali pattuiti con le imprese.

Da considerare che le imprese locali hanno ceduto i crediti a Poste italiane tramite l’apposita piattaforma telematica realizzata da parte dell’Agenzia delle Entrate. Adoperando questa piattaforma il cedente (l’impresa) propone la cessione al cessionario (Poste Italiane in questo caso), il quale deve formalmente accettarla adoperando il proprio cruscotto telematico. I contratti prevedevano che il cessionario avesse 20 giorni lavorativi per accettare la proposta di cessione, tuttavia, nella maggior parte dei casi Poste non ha proceduto con le accettazioni di tali crediti ceduti, ma nemmeno al rifiuto della cessione stessa. Questo comporta che il cedente (l’impresa) non possa disporre in alcun modo dei propri crediti i quali si trovano in un “limbo” nel quale il cedente non può fare nulla.

Appare superfluo evidenziare che i ritardi appena richiamati creano enormi problemi di liquidità lungo tutta la filiera (imprese edili, artigiani del legno, artigiani degli infissi, imprese commerciali del settore edile, etc), avendo le imprese programmato di incassare in un determinato lasso di tempo che, però, non viene affatto rispettato. A specifiche richieste di chiarimento inoltrate a Poste italiane non è stato possibile acquisire alcun tipo di informazione sulla motivazione dei ritardi.

Da notizie ufficiose sembrerebbe che Poste abbia allungato i tempi per fare ulteriori controlli sulle cessioni effettuate, applicando retroattivamente il nuovo termine di 60 giorni lavorativi (non più 20) in modo unilaterale e senza alcuna comunicazione preventiva.

Sig. Ministro è mia precisa intenzione segnalarLe che allo stato attuale mancano comunicazione, chiarezza e trasparenza. Ci sono piccole imprese, alcune delle quali a conduzione familiare, con centinaia di migliaia di euro bloccati in questo limbo, a cui non viene comunicato nulla.

Peraltro, non esito ad esprimerLe la mia più viva preoccupazione sul fatto che alcune di queste imprese, trovandosi in un vicolo cieco – obbligate a onorare i propri impegni con i propri operai o con i propri fornitori – siano costrette a ricorre al mercato dell’usura che causerebbe un danno irreversibile per la sussistenza delle stesse ed alimenterebbe l’illegalità che tanto cerchiamo di contrastare con azioni quotidiane.

Detto tutto quanto ciò Le chiedo di intervenire con tutta la Sua autorevolezza affinché Poste italiane S.p.A. proceda nei termini contrattuali ad accettare o rifiutare le cessioni dei crediti con immediatezza, per consentire alle imprese di disporre dei propri crediti.

Distinti saluti.

Il Sindaco

(Giuseppe Sebastiano Catania)

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