Emergenza coronavirus e piani di zona. Solo il sindaco Gambino risponde alle sollecitazioni dei sindacati

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(Riceviamo e pubblichiamo) “Non tutti i territori rispondono con l’indifferenza”, lo affermano Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Vincenzo Mudaro rispettivamente segretari generali della Cgil Caltanissetta, della Cisl Agrigento, Caltanissetta, Enna e della Uil Caltanissetta, Enna. La considerazione segue la decisione del sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino di raccogliere l’invito delle organizzazioni sindacali a confrontarsi sul tema dei “Piani di Zona 2013-2015”.

“Il comune di Caltanissetta sta denotando sensibilità che purtroppo non abbiamo riscontrato in chi deve guidare le comunità soprattutto nei momenti di emergenza. Ci riferiamo ai sindaci di Gela Lucio Greco, di Mussomeli Giuseppe Catania e al Commissario straordinario del Comune di San Cataldo, soggetti capofila dei distretti socio sanitari dai quali attendiamo ancora un riscontro”.

“Ciò che al sindaco Gambino è chiaro purtroppo non lo è per i suoi colleghi – proseguono Giudice, Gallo e Mudaro -. I Piani di Zona sono e restano uno straordinario strumento per combattere l’emergenza da Covid-19 ed alleviare le difficoltà dei soggetti più deboli. Dallo scorso 11 aprile cerchiamo di tenere alto il livello di attenzione su quelle misure aggiuntive capaci di contrastare le fragilità”.

“Come Cgil, Cisl, Uil abbiamo anche tracciato un percorso tecnico che consenta il pronto utilizzo di somme necessarie individuando nel comitato dei sindaci i soggetti abilitati a semplificare le procedure in deroga alle disposizioni regionali che regolano i Piani di Zona”.

“I sindaci interessati prendano esempio dal sindaco di Caltanissetta Gambino. Questo loro perdurante silenzio può solo produrre le perdita di preziose risorse economiche con il grave risultato di non far partire necessarie iniziative socio-assistenziali dei territori interessati”.

“La costante crescita di sofferenza e disperazione, delle difficoltà del vivere quotidiano, del diffuso senso di smarrimento e confusione richiedono pensiero, cuore ed azione. Noi – concludono Giudice, Gallo, Mudaro, Giannone, Montalbano e Giuttilla – continueremo a batterci per tenere viva la fiammella della solidarietà”.

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