Ematologia, il direttore generale Caltagirone replica all’Ail e prende un impegno: “Per i concorsi graduatorie entro giugno”

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Il direttore generale dell’Asp2 di Caltanissetta, Alessandro Caltagirone, risponde alle critiche arrivate negli ultimi giorni sulla sanità nissena prendendo alcuni impegni precisi come nel caso del reparto di ematologia, oggetto di una presa di posizione dell’associazione italiana contro le leucemie e linfomi per le carenze d’organico. Caltagirone ha spiegato l’iter per l’assunzione di medici ed ematologi già avviato e poi rallentato per l’emergenza coronavirus comunicando che entro giugno la selezione sarà comunque conclusa.

“Ho incontrato tutti a dicembre perché come promesso abbiamo fatto i bandi concorso a tempo indeterminato pubblicati in Gazzetta ufficiale con scadenza dicembre 2019. Era un passaggio che avevo promesso e che abbiamo mantenuto. Un altro provvedimento adottato è stato quello di inserire i bandi per l’assunzione di 144 medici all’interno del bilancio 2020 e in questo modo abbiamo la copertura finanziaria per assumerli tutti – spiega Caltagirone -. Le norme prevedono che si facciano prima le mobilità e poi i concorsi e noi abbiamo fatto una procedura unica proprio per accelerare i tempi. Le procedure di mobilità le abbiamo sviluppate tutte perché potevamo nominare le commissioni interne. Per gli atti concorsuali i componenti di commissione devono essere segnalati dalla Regione che ci ha inviato l’elenco venerdì scorso. In particolare per ematologia ci sono 31 istanze ed io ho promesso che entro il mese di giugno si analizzeranno le istanze e si approverà la graduatoria e quindi si procederà all’assunzione in servizio dei professionisti selezionati”.

Il direttore generale dell’Asp2 di Caltanissetta ha quindi sottolineato che fino al 2019 era vigente il blocco delle assunzioni in tutta l’Isola. “Va anche chiarito che c’è una carenza di questi professionisti a livello nazionale e in presenza di una domanda elevata molti preferiscono altre sedi”.

Caltagirone è poi intervenuto sulla questione dell’accorpamento dei reparti di talassemia, ematologia e oncologia durante l’emergenza coronavirus spiegando che nessun rischio è stato corso dai pazienti poiché il reparto di terapia intensiva dedicata covid che si trova anch’esso al quarto piano, è a pressione negativa e completamente isolato dal contesto.

“E’ ovvio che progressivamente andremo verso una sistemazione diversa da quella attuale ma ritengo inappuntabile l’aver concentrato le attività in alcune unità operative durante l’emergenza. Non c’era alcuna incompatibilità tra il reparto di ematologia e oncologia con l’area covid di cui si parla. L’area covid era totalmente estranea rispetto al reparto di ematologia. Il paziente di ematologia, un paziente fragile, non aveva nulla a che vedere con l’area del blocco operatorio del quarto piano (riconvertita in terapia intensiva dedicata covid durante l’emergenza, ndr.). L’area in questione era completamente isolata e a pressione negativa”.

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