Elezioni. Vincitori contro pronostici ma senza maggioranza

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Oggi è il giorno del giusto entusiasmo per chi come Domenico Messinese e Maurizio Di Pietro ha vinto le elezioni comunali, rispettivamente di Gela e di Enna contro tutti i pronostici (almeno quelli pre elettorali riferiti al primo turno).
Ma da domani entrambi i sindaci dovranno fare i conti con la composizione di una giunta che non potrà contare su una maggioranza in consiglio comunale. Questo perché sia a Gela che a Enna le liste della coalizione PD (poi sconfitta al ballottaggio) hanno superato la soglia del 40% dei voti per il consiglio comunale, indicata nella legge elettorale regionale quale soglia oltre la quale si calcolano i seggi con il sistema proporzionale puro.
Si vedrà se con il passare dei mesi vi saranno posizionamenti a favore dei neo eletti sindaci dentro i consessi civici. In particolare ad Enna dove Di Pietro è stato capogruppo dello stesso PD che oggi con Crisafulli ha perso le elezioni ma le cui liste hanno addirittura la maggioranza assoluta in consiglio comunale. Più difficile a Gela, dove l’endorsement di NCD in chiave Anti-Crocetta ed anti-Renzi difficilmente potrà trovare terreno fertile in consiglio comunale al netto di convergenze su singoli provvedimenti.
Ecco le liste ed i seggi
Gela, numero di consiglieri: Per Fasulo PD 7, Megafono 5, Polo Civico 2. Per Messinese 5 consiglieri del Movimento 5 Stelle, Altra Gela 4, Autonomisti 2, Reset 2.
ENNA: Di Pietro potrà contare su 11 consiglieri, le liste a sostegno di Crisafulli hanno la maggioranza con 17 consiglieri mentre 2 consiglieri vanno al M5S.Infine una nota del segretario regionale del PD, Fausto Raciti, vero sconfitto di queste elezioni che minimizza parlando di vittoria del PD in diverse città e di sconfitta a Gela ed Enna di cui prende atto e che sarà analizzata.
In realtà Raciti a Enna ha sostenuto Crisafulli contro il partito nazionale (quest’ultimo è stato molto blando nel chiederne un passo indietro) perdendo sonoramente. A Gela si è accodato alle scelte del PD nazionale, perdendo anche in questo caso sonoramente.Si è attribuito il merito di aver dipanato la matassa del caso Agrigento, che avrebbe dovuto semmai prevenire, visto che la vittoria di Firetto è molto lontana dall’essere accreditabile al PD.
 

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