Elezioni politiche, Leandro Janni: “L’ingannevole gioco delle candidature”

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“Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza” – ha scritto il sommo Dante Alighieri nel XXVI canto dell’Inferno. Nel lontano 1300. Politiche 2018. Diciamolo: i partiti tutti, in fatto di candidature, fanno quel che vogliono. Quel che vogliono i capi, le oligarchie di tali partiti – ovviamente. Trovo comunque insopportabile l’ipocrisia, il gioco degli inganni del movimento 5stelle: un falso utilizzo della cosiddetta “piattaforma Rousseau” (un colossale, patetico e surreale affannarsi su tastiere e computer), ma alla fine, comunque, decidono – scelgono o escludono – i capetti senza competenze, senza arte né parte: ovvero Luigi di Maio da Avellino, e Davide Casaleggio figlio di Gianroberto. Ma vi rendete conto di tutto questo, popolo dei 5stelle? Ad ogni modo, in provincia di Caltanissetta siamo messi davvero male. Vedrete che fulgida rosa di candidate e candidati ci riserva la sfacciata protervia di questi partiti – che se ne fregano della democrazia, della Costituzione, e se ne fregano di ciò che un tempo veniva chiamata “rappresentanza territoriale”, “volontà popolare”. Gente senza virtù e senza conoscenza.
E noi qui, ancora una volta passivi e inermi, ad assistere a questo rovinoso, scadente spettacolo.

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