“Eleganza e disciplina resteranno nell’anima di chi danza”. Saggio della scuola Tersicore di Olga Giliberto

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104 partecipanti, 101 ballerine e 3 ballerini, hanno calcato il palco del Teatro Baufremont di Caltanissetta per il saggio di danza degli allievi di Olga Giliberto, della scuola di danza Tersicore di Caltanissetta.

Giovanna Mulè
Giovanna Mulè

Lo spettacolo di domenica è stato dedicato alle donne vittime di violenza ed è iniziato con un monologo di Giovanna Mulè che ha raccontato le storie di violenza ma anche di riscatto vissute da due donne, ricordando anche il lavoro che sul territorio svolgono il Centro antiviolenza “Galatea onlus” e la cooperativa Etnos che gestisce una casa famiglia per donne vittime di violenza ad indirizzo segreto. Alcuni abiti destinati alle più piccole impegnate nel ballo moderno sono stati realizzati dalle sarte del “Filo d’Arianna”, confezionati in un sacchetto personalizzato con un nastro rosa e perle.

Le musiche scelte e le coreografie ideate quest’anno sono state un ritorno al classico “puro” per il direttore artistico Olga Giliberto.

“Lo scorso anno ad esempio ho voluto dimostrare che il classico non è noioso. Due anni fa sono stata ispirata dal premio Fellini che avevo vinto con una coreografia di classico con musiche di Nino Rota, (cosa quasi impossibile). Siccome mi piaceva guardare i film di Felini, con i suoi personaggi, i circensi, avevo creato questa coreografia, e tutto il secondo tempo dedicato a Fellini, portando in scena il circo, ma sempre con il ballo classico, seppur con elementi estranei come nastri e cerchi. Ed è stato un successo perchè il classico puoi metterlo ovunque” spiega la Giliberto. “Lo scorso anno con le colonne sonore dei film, tra cui anche “Tu vuò fa l’americano”, con le ragazze che ballavano in punta vestite come Sofia Loren. Quest’anno, invece, un ritorno al rigore del classico, anche perchè a seguire c’era il contemporaneo. Per dimostrare che solo chi studia danza classica è in grado di fare qualsiasi disciplina. Non esiste ballerino che non ha base classica”.Schermata 2016-07-15 alle 18.46.06

Da Bizet ad Haydin, passando per Shostakovich nella versione della Russian Philarmonic Orschestra, Amilcare Ponchielli e Ciaikovskij, sono alcune delle musiche che hanno accompagnato armoniose e molto articolate coreografie nei primi due tempi dello spettacolo. Il terzo tempo è stato incentrato sul ballo contemporaneo con le coreografie di Fabio Basile, insegnante della scuola.

Nel primo tempo si segnalano i solisti Giuseppe Tricoli, Eleonora Albano e Clara Intorre. Il duetto delle bravissime Francesca Arnone e Vittoria Alaimo che hanno preceduto l’uscita sul palco delle piccole della “pre-primary”, sul palco davanti centinaia di persone senza alcuna esitazione. Alla fine del primo tempo, a precedere la chiusura con “I petali di Cristallo” delle ballerine del V Grado e V grado advance sono state le soliste Vittoria Sardo con “Fiamme di Parigi” e Carlotta Cupani con “il Cigno nero”.

Olga Giliberto
Olga Giliberto

Ospite d’eccezione della serata Martina Pagliari, alunna della Giliberto che ha superato l’audizione all’Opera di Vienna, che si è esibita come solista. Nel secondo tempo dopo una serie di grand Waltz e valzer, polka e marcia, si è esibito anche il duetto composto da Carlotta Cupani e Martina Giardina.

In apertura di spettacolo, invece, era stato proiettato un video con le audizioni di Denis Vizzini, alunno della scuola Tersicore che ha vinto una borsa di studio al Teatro dell’Opera di Roma. Un messaggio della direttrice agli alunni ed alle ragazze, ma anche alle famiglie e alla città, che ancora forse nutre pregiudizi all’impegno dei ragazzi nella danza.

“Purtroppo – spiega – al sud c’è una mentalità chiusa, perchè si pensa che la danza sia riservata alle donne. Questo mi lascia amareggiata, perchè dico come mai non si dice nulla quando le donne fanno le arti marziali, mentre nel caso dei ballerini, c’è sempre questa cosa che eventualmente possano essere fuori posto. Parte dai genitori, perchè i bambini non la farebbero questa differenza”. Chi nutre tali pregiudizi avrebbe fatto bene a guardare le evoluzioni del quattordicenne Giuseppe Tricoli sul palco per ricredersi: muscoli, elasticità, autocontrollo, leggiadria e potenza fisica che solo la danza, se praticata seriamente, può dare. Indipendentemente se si diventa poi professionisti.

“Estremamente fortunati sono coloro che hanno avuto la possibilità di danzare nella loro vita, perchè, anche se non diventeranno ballerini profesionisti, il garbo, l’eleganza e la disciplina della danza resteranno sempre impressi nella loro anima rendendole persone uniche e speciali”. Questo l’incipit allo spettacolo scritto dalla direttrice della Tersicore.

“Ho scritto due frasi nell’invito, dedicate ai miei allievi in cui spiego che non bisogna disperare, poiché anche dopo tanti anni di studio se non si raggiunge l’obiettivo di essere professionisti, comunque dal mio punto di vista il garbo la disciplina della danza resteranno per sempre impressi nel loro animo. Attraverso la danza esprimiamo cose che le persone con le parole non riescono a dire. La creazione de “I petali di cristallo” (la coreografia di chiusura del primo tempo, ndr.) rappresentava un po’ anche il mio percorso, il fatto di incontrare colleghi con cui le strade si sono separate e poi riunite. Mi ha fatto piacere dunque scrivere queste frasi che per loro restano come un motto. Comunque bisogna danzare per il piacere di farlo, per sé stessi, solo così arriva agli altri”.
Infine una nota per le bambine e bambini più piccoli dai 4 anni in su. “Dimostrano una grande forza di carattere, perchè sottostare al giudizio del pubblico non è una cosa semplice. Il pubblico di per sé è duro, non guarda in faccia se sono bambini o adulti. A me piace come i bambini abbiano preso in maniera seria l’impegno”.

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