E’ morto Salvatore Scarantino, brillante conduttore e maestro per generazioni di cronisti

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Si è spento all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta l’amico e collega Salvatore Scarantino. Per 45 anni ha lavorato nelle radio e tv locali oltre ad essere anche il referente dei Tg delle testate regionali.

Tra il girato, il montaggio e la trasmissione del servizio già pronto per andare in onda alla Rai oppure ad Antenna Sicilia o Telecolor passavano poche decine di minuti. Perchè Salvatore Scarantino era il maestro di tutti quelli che negli anni si sono approcciati al giornalismo radiotelevisivo. Era veloce e preciso, non conosceva ostacoli. Il suo era il giornalismo in cui l’immagine andava catturata di persona anche affrontando viaggi dopo una telefonata dell’ultimo minuto oppure addentrandosi nelle campagne più inaccessibili. Tutto pur di riprendere il fatto di cronaca in tempo reale. Il telefono serviva solo per dare il via all’ennesima corsa sul posto e spesso i giornalisti facevano fatica a stargli dietro. Quando si doveva fare il pezzo Totò aveva già girato le immagini, contattato le fonti per le interviste e fatto il pre-montato.

Nel seminterrato di viale della Regione, sede del suo studio di produzione, sono passati tutti i giornalisti che in qualche modo hanno avuto a che fare con la Sicilia. Dalle grandi firme che scendevamo nell’Isola per i processi di mafia, per l’arrivo del Papa o del presidente della Repubblica, ai cronisti locali che inviavano le corrispondenze da Caltanissetta. Per tutti Totò era una garanzia di affidabilità e professionalità. Immenso il suo archivio rvm che contiene praticamente la storia di Caltanissetta degli ultimi 50 anni, anche con immagini introvabili. Numerose le sue interviste a personaggi eccezionali del mondo dello spettacolo e della musica.

Salvatore Scarantino è stato anche un pioniere. Determinante il suo contributo per la nascita delle tv e delle radio locali a Caltanissetta di cui è stato in molti casi nel gruppo dei fondatori com’è stato per Radio CL1. Prima di dedicarsi negli ultimi anni alla sola attività di operatore radiotelevisivo, era stato un attento cronista e un brillante conduttore per emittenti locali e regionali. Molto stretto il suo rapporto con la redazione nissena de La Sicilia di cui il suo studio, al pianterreno dello stesso stabile del giornale, era praticamente una propaggine.

Aveva 63 anni ed è morto per l’aggravarsi delle condizioni di salute che da tempo non erano buone.

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