Duplice tentato omicidio, in poche ore la Polizia arresta l’autore. Miracolato passante, ex consigliere provinciale

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Sono bastate poche ore agli uomini del commissariato di Polizia di Gela, guidati da Francesco Marino per venire a capo dell’autore dell’agguato, fortunatamente non andato a buon fine, perpetrato ieri sera nella città del Golfo, in via Generale Cascino.

7La polizia ha arrestato un pluripregiudicato gelese, con l’accusa di duplice tentato omicidio, porto abusivo d’arma da fuoco e violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale.

La vittima, T. G., classe 96, attinto da un colpo d’arma da fuoco al piede sinistro, con prognosi di 30 gg, aveva avuto un diverbio due settimane addietro con Alessandro Pellegrino, classe ’80, che gli ha sparato contro quattro colpi di pistola, ferendolo soltanto al piede e rischiando di colpire altri passanti. In particolare un proiettile ha infranto il finestrino lato guida di un’auto parcheggiata nei pressi della rosticceria “La Rondine” dove a bordo c’erano l’ex consigliere provinciale del Pd, Giuseppe Licata e la fidanzata che solo per miracolo non sono stati raggiunti dal colpo d’arma da fuoco ravvicinato.

L’auto era esattamente in coincidenza della linea di tiro.

Grazie alle informazioni acquisite sul posto, dopo l’evento delittuoso, nonché attraverso l’ausilio delle immagini estrapolate dai circuiti di videosorveglianza presenti lungo la zona interessata alla sparatoria, gli agenti hanno raccolto inconfutabili indizi di colpevolezza nei confronti del pluripregiudicato Pellegrino Alessandro, nato a Gela il 21.06.1990, ivi residente, con precedenti specifici, in atto sorvegliato speciale della p.s. con obbligo di soggiorno, in quanto ritenuto responsabile di duplice tentato omicidio, porto abusivo d’arma da fuoco e violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale.

Dalle risultanze investigative ottenute è emerso che il movente dell’insano gesto è riconducibile ad una lite che circa due settimane fa la vittima aveva avuto, per futili motivi, con il Pellegrino. Dopo le formalità di rito il Pellegrino veniva tradotto presso la Casa Circondariale di Gela, a disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica Dr. Antonio D’Antona, titolare delle indagini.

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