“Il Dubbio”, quotidiano garantista presentato a Caltanissetta. Il direttore Sansonetti, “contrastare supremazia partito delle Procure”

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Nasce un nuovo quotidiano nel panorama editoriale italiano. “Il Dubbio” – giornale garantista, diretto da Piero Sansonetti, inizialmente uscirà nelle edicole di alcune città italiane ed in abbonamento. Praticamente tutti gli avvocati iscritti all’Ordine di Caltanissetta, circa 560, hanno già aderito alla campagna promozionale di abbonamenti in vista della prima uscita a fine febbraio.

IMG_2734Editore del giornale è infatti la Fondazione Avvocatura Italiana, presieduta da Carla Brocardo, che è il braccio operativo del Consiglio nazionale Forense e la linea garantista, a partire dalla scelta del direttore, è dichiarata sin d’ora: “Far entrare in campo, nella battaglia delle idee, un soggetto che finora non c’è stato, l’avvocatura”, spiega Sansonetti a CL1 notizie.

Sabato mattina “Il Dubbio” è stato presentato in una conferenza al Teatro Margherita a Caltanissetta, a cui hanno preso parte tra gli altri l’avvocato Brocardo, presidente della Fondazione e il direttore del giornale Piero Sansonetti, davanti una platea principalmente di avvocati, molti provenienti da tutta la Sicilia in rappresentanza di ordini e associazioni forensi. A moderare, l’avvocato Giuseppe Iacona del Consiglio nazionale forense.

Al dibattito hanno partecipato Pierluigi Zoda (presidente dell’Ordine degli Avvocati di Caltanissetta), Massimo Dell’Utri (vice presidente dell’Unione Ordini forensi della Sicilia), Boris Pastorello (assessore beni finanziari e patrimoniali del Comune di IMG_2732Caltanissetta), Diego Geraci (consigliere del Foro di Catania), Francesco Marulo (consigliere Foro di Messina), Nino Graziano (consigliere nazionale, distretto di Palermo), Maurizio Magnano di San Lio (presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catania.

Il Dubbio giornale garantista, mira a riequilibrare le fonti del giornalismo in Italia, dove la cronaca giudiziaria, ha spiegato Sansonetti, è divenuta preminente rispetto ad argomenti come la Politica o gli Esteri. Ed i giornali, che della cronaca giudiziaria hanno fatto un cavallo di battaglia come “Il Fatto quotidiano”, secondo il direttore finiscono per trainare anche gli altri. In un contesto, però, in cui è inibito parlare di garantismo. “Anche i politici più sensibili a questo approccio hanno paura di intervenire”, ha detto Sansonetti.

IMG_2736Garantismo unica bandiera

“Questa sola bandiera, quella del garantismo, lo Stato di diritto – spiega Sansonetti – è la linea del giornale, per il resto sarà un giornale di discussione e apertura. Il Dubbio vuole introdurre in Italia alcuni criteri del giornalismo anglosassone che non sono mai entrati in quello italiano. I giornali italiani sono a servizio di alcuni padroni, della finanza, di costruttori. Questo giornale non risponde a nessun interesse economico ed ha come editore dichiarato l’avvocatura italiana. Vogliamo fare le cose trasparenti”.

Dall’annuncio della nuova iniziativa editoriale, che inizialmente identificava il Consiglio nazionale forense quale editore, sono piovute alcune critiche, ma il direttore de “Il Dubbio”, già in passato direttore del Garantista, condirettore de L’Unità e direttore di Liberazione, non nasconde l’intento di riequilibrare le fonti.

“Non credo che in Italia nessuno abbia un dubbio che il Fatto (Il Fatto Quotidiano, ndr.) sia considerato il giornale della magistratura, ma non è dichiarato. Noi invece lo dichiariamo, per far entrare in campo, e per far entrare nella battaglia delle idee, un soggetto che finora non c’è stato, l’avvocatura. E per contrastare la supremazia dilagante del punto di vista di quello che si può definire il partito delle Procure”.

La gestazione del giornale è maturata con uno sguardo rivolto principalmente al diritto ad essere difesi, al ritorno in campo nella società civile del punto di vista dell’avvocatura e della sua mission nell’affermazione dei diritti. A partire da quelli dei carcerati. Durante la conferenza è stato proiettato il video dell’incontro della Fondazione Avvocatura, con il direttore del giornale, presso la redazione di “Ristretti orizzonti” nel carcere di Padova, progetto di lungo corso nato tra i detenuti. Un incontro in cui si è parlato di ergastolo ostativo, così come al congresso di “Nessuno tocchi Caino”, al carcere Opera di Milano, seconda tappa di presentazione del nuovo giornale.

“Oggi ho presentato il giornale agli avvocati – spiega Sansonetti – ma le prime due presentazioni sono state in carcere. Una società che vuol fare del diritto la sua icona e il pilastro su cui reggersi, deve partire dai deboli, dalle carceri. Una società che afferma il diritto nelle carceri poi lo afferma dappertutto. Per questo l’ho presentato dentro le carceri, tra gli ergastolani”.

In tema di fonti del giornalismo e cronaca giudiziaria orientati alle notizie delle Procure, il caso della Sicilia  è diverso poiché vi è una lunga emergenza legata alla criminalità organizzata?

“Sono convinto che non si combatte la mafia con l’emergenza – risponde il direttore –  tutta la politica antimafia fatta e fondata sulla legislazione di emergenza, sul mettere da parte il diritto e attenuare i valori fondamentali della nostra civiltà, è una lotta perdente. La lotta alla mafia si fa affermando i diritti, dei cittadini, al lavoro, alla libertà, ad essere difesi. Nel momento in cui i diritti di tutti sono affermati dallo Stato di Diritto, la mafia non ha più spazio. Oggi ha spazio perchè i diritti non ci sono e la politica antimafia che è stata condotta in questi anni è una politica che ha fato il gioco della mafia”.

 

 

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