“Dov’era Venturi quando Di Vincenzo mi attaccava?”, Crocetta querela: “antiracket grazie a Gela”

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“Annuncio la seconda querela nei confronti di Marco Venturi, che ricordo ha fatto l’assessore alle Attività produttive nel governo di un presidente della Regione indagato per mafia e non ha mai proferito parola fino a quando non ha visto la burrasca e si è dissociato come se non avesse fatto parte di quella giunta”. Lo dice il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, replicando all’ex presidente di Confindustria Centro Sicilia, Marco Venturi che si è dimesso dall’associazione attaccando il leader degli industriali Antonello Montante e lo stesso Crocetta. “Da quando sono presidente – afferma Crocetta – non ho mai avuto rapporti con Venturi. Lui parla di mie intromissioni all’Irsap, ma io ho visto Alfonso Cicero in questi anni 3-4 volte e solo per dargli la mia solidarietà”.

“Se Venturi vuol fare polemica con la leadership di Confindustria sono fatti privati suoi e dell’associazione, ma che voglia coinvolgere il presidente della Regione, francamente è troppo”, aggiunge Crocetta.

“Venturi mi è stato presentato da Montante, col quale tra l’altro, mi risulta che abbia avuto stretti rapporti fino a un mese fa – sostiene il governatore – e col quale ha vissuto una stagione lunga 11 anni. Sono tanti anni, perché solo adesso parla dell’ipotetica mafiosità di Montante? Io non mi invento i nemici e non m’invento neppure cose per calunniare i nemici”. Il governatore ricorda che dietro la svolta di Confindustria contro il racket a Caltanissetta “ci sono le denunce che partivano da Gela, dove con Tano Grasso e Renzo Caponetti abbiamo dato vita alla più grande associazione antiracket del Paese”.

“Per anni – incalza Crocetta – Venturi ha potuto godere di una bella popolarità antiracket, ma solo perché Gela faceva parte dell’ex Provincia di Caltanissetta e dunque con le denunce degli imprenditori gelesi aumentavano le statistiche per l’intera Caltanissetta. Ma il rapporto delle denunce era di 150 a Gela contro la decina di Caltanissetta”. E ancora: “Quando fui attaccato dall’ex presidente dei costruttori Di Vincenzo, accusato di mafia, a Caltanissetta tutti stavano zitti, dov’era Venturi? Dopo mesi di battaglia il primo che aderì a quella lotta avviata da me fu Antonello Montante, che mi fu presentato da rappresentanti delle istituzioni molto severi e seriamente impegnati contro il racket e la mafia. Io non ho mai avuto ragione di dubitare di Montante e neppure di Venturi e di Ivan Lo Bello. Non so nulla delle vicende giudiziarie che a dire di Venturi riguardano Montante. Per quanto mi riguarda incontro i rappresentanti delle associazioni in momenti ufficiali e anche quando ero sindaco a Gela incontravo rappresentanti delle istituzioni o presidenti di Regione indagati, le cui vicende giudiziarie riguardavano i magistrati. Non ho mai fatto affari con Confindustria, chi fa affari grazie al ruolo di rappresentanza dell’associazione sono gli imprenditori, certamente non io”. E conclude: “Venturi non utilizzi teoremi, il fatto che parli di me mi fa pensare che dietro non ci sia solo uno scontro interno a Confindustria ma che il gioco sia più complesso rispetto alla battaglia di legalità e cambiamento che ho intrapreso da quando sono al governo della Sicilia”. (ANSA)

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