Dopo le polemiche sul restauro di Santa Maria degli Angeli, l’arch. Daniela Vullo, risponde ai “rilievi” del collega Salvatore Rizza.

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esterno1Com’è noto, il restauro dell’antica chiesa Santa Maria degli Angeli e dell’annesso convento, ubicati alla base del Castello di Pietrarossa, ha suscitato numerose polemiche e critiche soprattutto da parte di un architetto nisseno, Salvatore Rizza, che ha contestato alcuni procedimenti di lavorazione, materiali usati e tecniche adottate. “Si è creata una dicotomia tra antico e moderno – asseriva il tecnico – che ha fatto perdere all’immobile quel fascino romantico e misterioso che possedeva”.

Si riferiva all’intonaco della facciata principale che, a suo avviso, non doveva essere demolito, al prezioso portale che sarebbe stato scialbato (tinteggiato) per farlo apparire più nuovo, al ducotone che, da quanto gli avevano riferito, sarebbe stato utilizzato per tinteggiare le pareti ma anche al parquet di legno che è stato collocato. Si sarebbe dovuto restaurare il pavimento esistente – asserisce l’architetto Rizza – che domenica 19 è anche intervenuto telefonicamente, così come l’arch. Daniela Vullo responsabile del restauro, ad una nostra trasmissione – Tony Accesi – in cui vengono dibattuti i problemi più scottanti della città. Tra le altre cose  –  e forse questo lo ha indispettito – il tecnico, durante la trasmissione, ha fatto rilevare,  di avere chiesto alla Soprintendenza, per iscritto, di potere visitare il cantiere durante i lavori e di non avere ottenuto neanche risposta.

Intervista alla Responsabile Unica del Procedimento, arch. Daniela Vullo

Datosi che l’architetto Rizza, prima della predetta trasmissione radiofonica, era stato da noi intervistato ed ha potuto esprimere liberamente le proprie opinioni in merito al restauro, abbiamo ritenuto di fare altrettanto con la Responsabile Unica del Procedimento arch. Daniela Vullo che, nell’intervista che pubblichiamo, presente il Soprintendente ai BB.CC.AA. dr Lorenzo Guzzardi, ha risposto, punto per punto, a tutte le obiezioni sollevate dal “collega contestatore”.

Intervista al Soprintendente ai BB.CC.AA. dr Lorenzo Guzzardi

Ci sono state fornite dalla Soprintendenza, con invito a pubblicarle,  alcune foto dell’immobile le quali, da sole, dicono più di tante parole. Certo non spetta a esterno3noi fare valutazioni tecniche ma non ci è sembrato, guardando le foto, che potesse essere sufficiente “una ripulita” per fare rinascere l’antica chiesa.

Un’altra risposta, sicuramente dovuta, l’arch. Daniela Vullo l’ha voluta dare all’Associazione Santa Maria degli Angeli, presieduta dalla prof.ssa Olga Valenza,  in merito all’auspicata riapertura al culto della chiesa.

“Io non dico che non può essere riaperta al culto  – dice Daniela Vullo –  dico che non è una decisione che compete alla Soprintendenza in quanto non è la proprietaria dell’immobile che è demaniale. La soprintendenza ne ha la concessione in uso soltanto per fini istituzionali”.

Con questi chiarimenti auspichiamo che si possa chiudere una diatriba che, giustificata o no, è sempre un’espressione di libertà di pensiero e, quindi, di democrazia.  Saranno i nostri lettori, in quanto “comproprietari virtuali” dell’immobile in questione a fare le loro valutazioni, sicuramente diverse le une dalle altre,  dopo avere guardato le foto che pubblichiamo in fotogallery.

 

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