Dopo il decesso del padre, i ringraziamenti all'hospice della famiglia Perricone

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Egr. Sig. Direttore,
Le sarei infinitamente grato se potesse ospitare nella sua rubrica i sentiti ringraziamenti miei e della mia famiglia per tutte quelle persone ed amici che ci sono stati vicini a seguito della morte di mio padre e per gli attestati di stima nei suoi confronti. Ma vorrei fare un ringraziamento particolare a tutto il personale che con molta abnegazione e professionalità opera e conduce il reparto HOSPICE presso l’ospedale di San Cataldo. Sono persone meravigliose che definire “amici” diventa riduttivo. Io conoscevo questo reparto che ha dell’eccezionale solo “per sentito dire”. La malattia e la lunga degenza di mio padre ci ha fatto conoscere una realtà che supera l’immaginazione stereotipata di un reparto ospedaliero, sopratutto del Sud. Non è solo per la professionalità dello staff preposto a curare e assistere i degenti, che viene esercitata h.24 con eccellenza, ma sopratutto per l’umanità che essi profondono verso gli ammalati e i familiari che li assistono. Ciò non viene fatto solo nei confronti di “qualcuno” ma verso tutti. Per tutto il tempo della degenza di mio padre ho potuto sperimentare come tra il personale, il paziente e i familiari si riesce ad instaurare un “rapporto di familiarità”, essi diventano fratelli, figli, sorelle e in questo clima si trova quella serenità che accompagna giorno dopo giorno il dolore e spesso la morte. Ho sperimentato come in questo reparto si vive la quotidianità dell’essere a casa propria. E’ così alto il senso della solidarietà e della condivisione tra lo staff e i familiari dei degenti che spesso si fa “agape” (ognuno condivide qualcosa con gli altri) e nel momento del bisogno e dell’emergenza tutti, nessuno escluso, si mettono a “disposizione”. Come sarebbe bello se i nostri governanti e chi è preposto a dirigere le strutture sanitarie, vivessero questa realtà e ne facessero tesoro. I pazienti e i familiari in quel reparto non sono solo “numeri”, a volte sopportati, ma persone con la loro dignità e lì trovano non solo la certezza di cure e terapie altamente specializzate ma anche il conforto di una struttura a livello alberghiero e sopratutto la solidarietà di tutti. Ho sperimentato come nel momento dell’emergenza immediatamente lo staff sanitario(medico e paramedico) interveniva e assisteva il paziente fornendo tutte quelle terapie necessarie e non abbandonandolo mai, così come faceva il personale ausiliario nell’accudire il degente. Non è certamente un eufemismo dire “ci si sentiva quasi a casa propria”. Perchè ciò non dovrebbe essere la normalità anche nelle altre strutture sanitarie?. Questa è stata l’esperienza mia e dei miei familiari e riteniamo giusto e doveroso rendere  merito e far conoscere questa realtà di “eccellenza” che esiste ed opera nella nostra realtà territoriale, augurandoci che chi gestisce la Sanità Regionale sappia che queste realtà non solo esistono ma possono essere trasferite in altri ambiti.
Per questo vogliamo in particolare ringraziare: i medici Dott.ri Mulè, Naro, Paradiso; gli infermieri : Alcamisi, Di Prima, Capobianco, Di Pasquali,Caizza, Di Rosa Raimondi, Buscemi,Saetta, Riggi, Daniele,Ingiaimo: il personale paramedico Capizzi,Lombardo,Rosano Di Martino, Prinzivall;: gli ausiliari: Alotto, Anselmo, Alaimo, Amico e un affettuoso saluto al cappellano, il caro amico Padre Falletta, che è stato per tutto il tempo vicino a nostro padre con il conforto della preghiera e dell’Eucarestia.
La ringraziamo sentitamente
Diego, Luigina, Felice Perricone.
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