Dispersione scolastica. Silp-Cgil scrive al Prefetto. Iscritti alunni mai visti a scuola per gonfiare classi

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Davide ChiarenzaSig Prefetto,

la scrivente O.S. desidera rappresentare pubblicamente alla S.V. che sarebbe auspicabile, durante l’a.s. 2012-2013, che qualcuno effettuasse controlli di legalità anche dentro le scuole di questa Provincia. Questo è il punto dolente della nostra riflessione.

Infatti, nel corso degli anni, nessuno ha mai controllato ciò che avviene dentro le scuole pubbliche della Provincia di Caltanissetta. Di conseguenza qualcuno si sta convincendo di poter fare quello che vuole dentro la propria scuola. Questo vale per gli alunni (bullismo) ma soprattutto per qualche dirigente scolastico che si ritiene intoccabile nella gestione della propria scuola.

Abbiamo sentore, inoltre, che una piccola componente della scuola, per evitare la presenza di istituzioni scomode, attaccano il controllo di legalità, definendolo ingerenza.

Ciò che colpisce ancor di più è lo “sfruttamento” dello status di alunno “disperso” ovvero “alunni che non vanno a scuola”, per ottenere, da un lato, finanziamenti pubblici europei, nazionali e regionali (in totale milioni di euro) e dall’altro per formare classi sulla base di alunni mai visti a scuola (istituti superiori).

Il fenomeno della mancata frequenza scolastica, pertanto diventa utile e strumentale per ottenere i suddetti finanziamenti; invece regna il silenzio o meglio l’ omertà quando gli alunni in difficoltà ovvero i figli degli ultimi debbono essere aiutati dalle autorità competenti.

Riteniamo che la componente onesta della scuola pubblica, costituita dalla stragrande maggioranza di docenti, personale ata e dirigenti collaborativi, dovrebbe indignarsi e dissociarsi da certi “sistemi” anziché rimanere in silenzio.

La nostra O.S. prende le distanze da tutti coloro che, anzichè rilevare le irregolarità sopra elencate, boicottano i dipendenti scolastici che con spirito di abnegazione collaborano fattivamente con le istituzioni per aiutare gli alunni svantaggiati. Inoltre ci sorprende il fatto che gli organi amministrativi preposti a combattere la dispersione scolastica incredibilmente eliminano osservatori d’area efficaci e produttivi e salvaguardano osservatori d’area dove regna il silenzio ed il nulla (chissà per quali ragioni…sic!). Sorge un dubbio spontaneo: forse qualcuno avrà toccato un nervo scoperto a qualche dirigente della scuola pubblica? inoltre, i genitori degli alunni che non vanno a scuola sanno che i loro figli potrebbero essere iscritti a loro insaputa o a spese della stessa scuola? Affidiamo alla S.V., alla società civile e alle persone libere e di buona volontà quest’amara riflessione sugli alunni sfortunati e sfruttati da questa cinica società e da coloro che avrebbero il compito primario di educarli e formarli.

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