Disoccupazione giovanile al 36% in Italia. Oltre al 70% in provincia di Caltanissetta

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Precari manifestazioneQuando si dice che negli ultimi 5 anni sono stati persi milioni di posti di lavoro, con buona pace del Ministro Fornero, non significa che sono diminuiti i lavoratori in valore assoluto che già prestavano servizio e da un certo momento in poi si sono ritrovati disoccupati. Anche ma non soltanto questo. I posti di lavoro persi sono anche quelli che non si sono creati, quelli che dovevano nascere in aziende private e apparati pubblici in sostituzione dei pensionamenti o per adeguare gli organici. Ecco perché oggi l’Istat fotografa un Paese bloccato, questa volta per davvero sull’orlo del precipizio. Perché un Paese con oltre il 36% di disoccupazione giovanile, ovvero dai 15 ai 24 anni, è un sistema economico-sociale malato, destinato a estinguersi. Il dato percentuale nazionale del 36,2% indica, in percentuale, quanto incidono i giovani disoccupati nel complessivo numero dei coetanei impiegati. E’ il dato peggiore da quando sono state calcolate queste percentuali su base trimestrale per la prima volta. Era il 1992. Ancora più seria è la situazione se dalla media nazionale si scorpora, magari con un’operazione di contabilità un po’ ardita ma pregnante sul piano sociale, il dato della disoccupazione giovanile in Sicilia e in Provincia di Caltanissetta. In Sicilia si parla del 64% e in provincia di Caltanissetta del 70%, la percentuale più alta dell’Isola e dell’intera nazione. Mentre il dato nazionale proviene dall’Istat, quello provinciale viene fuori dalla Cisl che ha aggregato dei dati, ma questo non significa che sia meno veritiero. Magari non preciso al millesimo, ma reale. A questo va aggiunta la disoccupazione dei “non giovani” oltre i 25 anni, che sono la maggioranza delle persone in età da lavoro, e coloro che un lavoro hanno rinunciato a cercarlo, o quantomeno secondo i canali ufficiali delle liste di disoccupazione o delle richieste all’ufficio provinciale del Lavoro.

I giovani non cercano più lavoro e se lo cercano neanche si sognano di ottenere un lavoro contrattualizzato, messo in regola o addirittura non occasionale. Al contrario cercano lavoro saltuari la cui retribuzione esula dagli adempimenti di legge.

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