Disoccupazione al 20% in Sicilia. Ci si rifugia nelle famiglie.

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disoccupazioneContinua senza soluzione di continuità la perdita di posti di lavoro in Sicilia che ha fatto schizzare la percentuale di disoccupati al 20%. E’ quanto emerge dall’analisi congiunturale sull’economia in Sicilia, realizzata da Bankitalia. Secondo lo studio, una percentuale così elevata di disoccupati non si raggiungeva nell’isola da quasi dieci anni, così come inedito è il numero così basso di occupati, -15% rispetto al resto d’Italia.

Il dato è ancor più grave se si considera che Bankitalia effettua analisi congiunturali mettendo in relazione diversi ed eterogenei parametri a partire dal dato puro sul numero di occupati ma anche dall’analisi dei redditi di persone fisiche, famiglie e imprese.

Al 20% di disoccupati va sommata un’ampia fetta di precariato “spinto”, in cui i lavoratori che risultano formalmente occupati in realtà lo sono per pochi mesi all’anno e senza nessuna garanzia, e in alcuni casi possibilità, di rinnovo.

I settori in cui si è verificata una vera e propria emorragia di posti di lavoro sono l’edilizia e l’industria, seguiti dai Servizi. Stabile l’occupazione nel commercio dove si rileva un lieve incremento anche se in questo settore va calcolata la redistribuzione dei posti. Sebbene siano in aumento si registrano migliaia di ore di cassa integrazione in quanto i posti di lavoro si trasferiscono dagli esercizi commerciali ai grandi centri commerciali.

E a proposito di cassa integrazione, Bankitalia rileva che le ore sono aumentate del 58% in un anno.

In tale contesto, come rileva un’altra indagine analitica dell’Istat, i giovani e meno giovani si rifugiano sempre di più nella rete di protezione delle famiglie e nei rapporti comunitari e di amicizia.

‘Deprivazione e soddisfazione, aspetti di vita quotidiana’, questo il titolo dell’indagine Istat secondo cui in tempo di crisi la soddisfazione per le proprie condizioni di vita diminuisce e gli italiani si rifugiano nella famiglia e nei rapporti di amicizia. Insoddisfatti per la propria situazione finanziaria gli italiani si dedicano al tempo libero di cui sono invece più soddisfatti.

Secondo l’indagine, nel 2011 sono aumentate le famiglie che dichiarano di non poter sostenere spese impreviste di 800 euro (dal 33,3% al 38,4%), di non potersi permettere una settimana di ferie all’anno (dal 39,8% al 46,5%) o, se lo desiderassero, un pasto con carne o pesce ogni due giorni (dal 6,7% al 12,3%), nonché quella di chi non può permettersi di riscaldare adeguatamente l’abitazione (dal 11,2% al 17,9%). In compenso, il 91% degli intervistati si dichiara soddisfatto per le relazioni familiari (il 36,8% lo è molto): per le relazioni amicali tale quota è pari all’84,0%, con il 26,6% di molto soddisfatti.

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