Discariche chiuse. Il ping pong delle responsabilità che fa “impazzire” la magistratura

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Un capitolo della relazione conclusiva della commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti in Sicilia è dedicato alle discariche dismesse della provincia nissena. Con riferimento alle indagini relative alle discariche, il sostituto procuratore Luigi Lighissa ha sottolineato umerose violazioni connesse alla omissione delle attività di messa in sicurezza delle discariche che, non adeguatamente isolate, continuano a produrre enormi quantitativi di percolato che inquina le falde. Singolare quanto emerge dai lavori della commissione sulle responsabilità. La stessa magistratura ammette che è difficile individuare i responsabili dell’inquinamento in quanto le discariche cambiano continuamente titolare, dalla Regione al Comune, dal Comune all’Ato e dall’Ato di nuovo al comune.

Le problematiche ambientali – si legge nella relazione – sono aggravate dal fatto che spesso si tratta di discariche risalenti nel tempo, mai adeguate al decreto legislativo n. 36 del 2003. Si tratta quindi di discariche prive di un piano di gestione post operativo, abbandonate, sulla cui gestione si intrecciano diverse competenze, con la conseguenza che nessuno degli enti interessati ritiene di avere la responsabilità dell’intervento”, scrive infatti la commissione d’inchiesta. La discarica di contrada Stretto a Caltanissetta, ad esempio, è stata sequestrata la prima volta nel 2002 e poi dissequestrata nel 2007, infine ri-sequestrata nel 2015.

Nel 2002 ci furono dei movimenti franosi che avevano portato una lesione del telo a valle della diga della discarica. Ebbe inizio, quindi, tutta un’attività di caratterizzazione, ma non è mai stata chiusa. La discarica non è stata ancora definitivamente chiusa. Se non si concludono le attività di messa in sicurezza, di questa discarica non si può procedere alla caratterizzazione e, quindi, alla chiusura definitiva.

Durante la fase post-operativa – ha riferito il Prefetto in Commissione – è stata in capo al comune di Caltanissetta, con una gestione post-chiusura, fino al 2009. Dal 2009 al marzo 2014 la competenza è passata all’ATO e ora è ritornata al comune di Caltanissetta. Poiché, nel frattempo, ci sono state delle denunce, sono state fatte delle indagini”.

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