Discarica Stretto, il primo esposto di Italia Nostra nel 2007 poi anni di indagini. Janni: “si chiude pagina nera”

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«Nei luoghi sfortunati nei quali abitiamo, qui al centro della Sicilia, la pessima amministrazione dei beni ambientali non produce soltanto insostenibili tasse e disservizi, ma anche danni, distruzioni, inquietanti avvelenamenti del nostro territorio. Il caso dell’ex discarica di Contrada Stretto-Giordano – all’interno della vasta area abitativa della Caltanissetta contemporanea, a ridosso 1_Discarica Stretto_Panoramica_FOTOdallo storico Villaggio Santa Barbara, in area sottoposta a vincolo ambientale e paesaggistico, tra diverse aziende agricole, adiacente alla Riserva naturale orientata Monte Capodarso e Valle dell’Imera Meridionale e al fiume Imera-Salso, tra le antiche miniere Gessolungo e Saponaro-Garibaldi, nel cuore del previsto Parco Nazionale geominerario storico e ambientale delle Zolfare di Sicilia – è assolutamente emblematico di tutto questo. Emblematico e preoccupante». Questo l’incipit del primo esposto del dicembre 2007 presentato da Italia Nostra in ordine alla discarica di Contrada Stretto-Giordano.Oggi, ad un anno dall’avviso di garanzia recapitato ad amministratori, funzionari e tecnici del comune di Caltanissetta e dell’Ato Ambiente CL1 per l’ipotesi di reato di inquinamento ambientale, Italia Nostra sottolinea come “finalmente pare chiudersi una pagina nera di storia ambientale locale”. (nella foto in copertina il percolato, a sx una veduta della discarica)

“La conferenza di servizi, che ha avuto luogo lo scorso 4 agosto 2015, presso l’Assessorato regionale dell’Energia, Dipartimento acqua e rifiuti, alla presenza degli enti responsabili, tra cui il Comune di Caltanissetta, ha approvato il progetto definitivo per la chiusura “tombale” e la bonifica della discarica di Contrada Stretto-Giordano. Manca ancora il via libera della Provincia Regionale di Caltanissetta, Dipartimento Ambiente, assente lo scorso 4 agosto. Nei nostri esposti (il primo risale al dicembre del 2007), noi di Italia Nostra la ex discarica di Contrada Stretto-Giordano, senza alcuna enfasi, l’abbiamo sempre definita bomba ecologica”, sottolinea Leandro Janni, presidente di Italia Nostra Sicilia.

Leandro Janni
Leandro Janni

“Basta leggersi le dichiarazioni rese dal sostituto procuratore della Repubblica, presso il Tribunale di Caltanissetta, Ombretta Malatesta, alla Commissione parlamentare antimafia, il 28 Settembre 2005. Una bomba ecologica su cui indaga da anni la Procura della Repubblica di Caltanissetta. Forse è opportuno ricordare, evidenziare che il fiume Imera-Salso costituisce l’elemento centrale, fondamentale (Zona A) della Riserva Monte Capodarso e Valle dell’imera Meridionale, gestita da Italia Nostra dal 1999”.

“A quanto pare, del progetto di bonifica-chiusura della ex discarica se ne occuperà la Cmc di Ravenna, società impegnata nel raddoppio della Strada statale 640 Agrigento-Caltanissetta, che ha garantito il proprio impegno nell’ambito delle opere di compensazione. In particolare, pare che la Empedocle 2 intenderebbe utilizzare il sito di Contrada Stretto anche per scaricare gli inerti della costruzione dell’arteria stradale, previa bonifica del sito e quale variante al Piano di caratterizzazione. Tra le altre cose si dovrà coprire la discarica con un “capping”, irreggimentare le acque, assicurarsi che il percolato non potrà più infiltrarsi nei terreni sottostanti arrivando alle falde acquifere ed “erbificare” la zona. Infine si dovrà vigilare per almeno 30 anni dopo la chiusura. Il capping è un  sistema utilizzato per la realizzazione della copertura definitiva di una discarica, che in Italia è conforme agli standard indicati dal D.Lgs. 13 gennaio 2003 n.36. Il capping, inoltre, ha la funzione di confinare il rilevato della discarica e trattenere le eventuali emissioni gassose, e impedire il percolamento delle precipitazioni meteoriche all’interno del corpo rifiuti. Le acque di ruscellamento, che non possono venire a contatto con la massa di rifiuti, ricadenti sulla discarica, verranno dunque destinate a scarico in corso idrico superficiale”.

Il progetto adesso attende il parere della Provincia Regionale, oggi Libero Consorzio, per il via libera definitivo. Alla Provincia Regionale di Caltanissetta spetta esitare un atto vincolante, per il quale non è previsto il silenzio-assenso, come è accaduto per altre procedure discusse nell’ambito della conferenza di servizi. Dunque, si dovrà redigere il progetto esecutivo e nel frattempo trovare le somme residue. Circa 10 milioni di euro l’importo complessivo per chiudere una pagina nera, nerissima di storia ambientale locale”.

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