Discarica di contrada Stretto. Approvato il progetto per la chiusura, manca il parere della Provincia

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La conferenza di servizi, presso l’assessorato regionale all’energia, dipartimento acqua e rifiuti, alla presenza degli enti competenti, tra cui il Comune di Caltanissetta, ha approvato il progetto definitivo per la chiusura tombale della discarica di contrada Stretto nel capoluogo, ma manca ancora il via libera della Provincia regionale, dipartimento ambiente.

un frame dell'inquinamento in contrada Stretto
un frame dell’inquinamento in contrada Stretto

Una bomba ambientale con parassiti che sembrano nuotare come pesci nelle pozze di fango, acqua piovana e percolato, su cui indaga ormai da anni la Procura di Caltanissetta per le infiltrazioni nel torrente “Stretto”. Adesso la discarica dovrebbe avviarsi a definitiva bonifica e chiusura, con il concorso della Cmc di Ravenna, società impegnata nel raddoppio della strada statale 640 che ha garantito il proprio contributo come opera di compensazione alla città. In particolare la Empedocle 2 potrà utilizzare il sito di contrada stretto anche per scaricare gli inerti della costruzione della nuova strada, previa bonifica del sito e variante al piano di caratterizzazione. Ma non tutto sarà così semplice nel conferimento di inerti, poichè il contraente generale su tale fronte sta avendo qualche problema.

Tra le altre cose si dovrà coprire la discarica con un capping, irregimentare le acque, assicurarsi che il percolato non potrà più infiltrarsi nei terreni sottostanti arrivando alle falde acquifere, ed “erbificare” la zona. Si dovrà vigilare per 30 anni dopo la chiusura.

Il “capping” è un  sistema impiegato per la realizzazione della copertura definitiva della discarica, che in Italia segue gli standard imposti dal DLgs. 13 Gennaio 2003 N.36.

Il “Capping” ha funzione di confinare il rilevato della discarica e trattenere le eventuale emissioni gassose oltre che non permettere il percolamento delle precipitazioni meteoriche all’interno del corpo rifiuti che rimane quindi isolato. Le acque di ruscellamento (che non possono dunque venire a contatto con la massa di rifiuti) ricadenti sulla discarica verranno dunque destinate a scarico in corso idrico superficiale.

Un progetto che adesso attende il parere della Provincia regionale, oggi libero consorzio, per il via libera definitivo. Assente alla conferenza di servizi, la Provincia regionale deve infatti esitare un atto vincolate per il quale non è previsto il silenzio assenso, come accade su altre procedure della conferenza di servizi, trattandosi di impatto ambientale. Poi si dovrà redigere il progetto esecutivo e nel frattempo trovare le somme residue. Poco meno di 10 milioni di euro l’importo complessivo per chiudere una pagina nera per la salute pubblica di Caltanissetta. Di questi, circa 2 milioni li dovrà trovare il comune.

Fino al 2002, anno in cui venne dichiarata l’emergenza rifiuti nell’Isola, in provincia di Caltanissetta le discariche attive erano ben sei. Tra queste le più importanti erano quella di contrada Stretto-Giordano a Caltanissetta, la discarica di contrada Martino a Serradifalco e la discarica tutt’oggi in funzione (l’unica rimasta in provincia) di contrada Timpazzo a Gela.

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