Disagio psicologico, Paolo Crepet: “un po’ è necessario”. Vladimir Luxuria: “ho scelto di essere me stessa”

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Ancora l’aula magna del Palazzo dell’Università Moncada, nell’ambito delle manifestazioni del “Salus Festival”,  a fare da teatro, venerdì 23 ottobre,  a due incontri di grande interesse quale il “Contrasto al disagio psicologico”.

Lo psichiatra Paolo Crepet
Lo psichiatra Paolo Crepet

Il primo, condotto da Pier Sergio Caltabiano, tenuto dal noto psichiatra Paolo Crepet e il secondo, condotto da Roberta Arnone,  tenuto da Vladimir Luxuria nota a tutti per avere cambiato sesso e per essere stata parlamentare durante il governo Prodi 2.

Oggetto dei due incontri, trattati ognuno da un diverso punto di vista, il disagio psicologico che – come afferma Crepet – “è necessario perché l’intelligenza si forma, si costruisce e si rafforza dal disagio e non dall’agio. Se uno deve disputare una partita – è l’esempio portato da Crepet – ed è sicuro di vincere sei a zero, non si impegna”.

“Un po’ di disagio ci vuole, non si può togliere il disagio perché sarebbe come voler togliere lo stress:un po’ fa bene, troppo fa male ma non averne fa peggio”. Ha poi parlato dei risvolti negativi che certa tecnologia e certe applicazioni che troviamo nei telefonini, producono soprattutto nei giovani.

Intervista allo psichiatra Paolo Crepet

Ma è stata Vladimir Luxuria a mostrarsi una rivelazione, almeno per chi non la conosceva e non aveva ancora sentito la “sua campana”. Forse abbiamo tutti giudicato un po’ troppo frettolosamente la sua – diciamo così – trasformazione. Ha portato delle argomentazioni tanto logiche quanto inconfutabili, espresse in modo chiaro e univoco.

Intervista a Vladimir Luxuria

Vladimir Luxuria (4)
Vladimir Luxuria

“C’è stato un periodo della mia vita in cui ho ritenuto di essere io la persona sbagliata – ha detto Vladimir Luxuria – e ho cercato di

Vladimir Luxuria e Roberta Arnone
Vladimir Luxuria e Roberta Arnone

autocorreggermi, di reprimermi.  Poi mi sono accorta che questa mia repressione mi portava a una chiusura, a una cattiveria allora ho scelto di essere me stessa. Oggi posso dire di aver fatto la scelta giusta. Sbagliata non ero io, ma tutte quelle persone che cercano di discriminarti solo per la tua identità sessuale”.

Parole dette con intelligenza e con grande consapevolezza che dovrebbero far riflettere tutti coloro che ergendosi a giudici e a detentori della verità, hanno emesso sentenze affrettate e, quindi, molto probabilmente, sbagliate. Quello che un po’ tutti contestiamo, non è l’essere “diversi” ma l’esibizionismo legato a questa condizione, l’ineleganza del comportamento e la volgarità. In assenza di tutto ciò, è veramente difficile criticare la condizione di chi ha scelto un percorso sessuale diverso da quello che l’anagrafe comporterebbe.

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