Dipartimento salute mentale. Scatta la protesta per locali inadeguati e trasferte personale

746

In merito alla situazione dell’ambulatorio decentrato del Centro Salute Mentale di Mussomeli interviene il Nursind. “ Va immediatamente premesso che le condizioni attuali dei locali definiti dall’ A.S.P. “provvisori” oltre che essere inadeguati ed indecenti, sono certamente non propriamente salubri visto le esalazioni che provengono dai tubi di scarico erosi che trasportano gli acidi di sviluppo della soprastante radiologia. Detta condizione è stata denunciata dalla scrivente organizzazione sindacale formalmente alla direzione generale che ha inviato, in più occasioni , tecnici specializzati per la verifica del caso. Inoltre questa collocazione, definita dall’allora Commissario Straordinario Virgilio come provvisoria ma che sembra oramai assumere carattere definitivo nonostante l’esistenza dei locali storici di Via Palermo che necessitano solamente di esigue opere di manutenzione, è la conclamazione di tutta una serie di episodi che, dal nostro punto di vista, minano l’operato di una struttura sanitaria che svolge brillantemente il proprio operato da oltre un ventennio”.

“Per ultimo – prosegue il segretario del Nursind Osvaldo Barba – la disposizione di servizio per di uno dei tre infermieri del centro che due giorni la settimana devono recarsi presso l’ambulatorio di San Cataldo per problemi di carattere organizzativo piuttosto che preferire l’impiego momentaneo di omologhe figure presenti nella stessa città ed appartenenti comunque al Dipartimento di Salute Mentale. Abbiamo immediatamente scritto a tutto il management aziendale e alla responsabile del Modulo del Dipartimento Salute Mentale dott. Mazzè, chiedendo la revoca immediata di tale disposizione sia perché la stessa potrebbe generare indirettamente, interruzione di pubblico servizio qualora l’unico infermiere presente, sia di mattina che di pomeriggio in caso di Trattamento Sanitario Obbligatorio, fosse costretto a recarsi fuori sede, ma anche perché l’organizzazione del lavoro va sempre discussa con le organizzazioni sindacali così come recita testualmente il contratto nazionale del lavoro. Ci meravigliamo poi come, nell’attuazione della recentissima politica sanitaria nazionale che predilige il territorio per un’ottica di deospedalizzazione dei pazienti, l’A.S.P. non intervenga in merito ad una situazione che potrebbe mettere a repentaglio le condizioni assistenziali di pazienti che necessitano dell’assistenza qualificata e continua di un Centro di Salute Mentale. Come sempre è l’utenza che ne paga le conseguenze, e se mai dovesse accadere qualche spiacevole episodio in termini di mancata assistenza ai sopracitati pazienti e di disagi salutari degli stessi riconducibili alla situazione sopradescritta è chiaro che ognuno dovrà assumersi le dovute responsabilità”.

Commenta su Facebook