Dimissioni di Lucia Borsellino? Capogruppo PD prima attacca, ora difende

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Lucia Borsellino“Resto profondamente perplesso di fronte alle voci di possibili dimissioni dell’assessore Lucia Borsellino: la vicenda Humanitas ha fatto segnare passaggi gravi e delicati sotto molti punti di vista, ma sarebbe paradossale se qualcuno pensasse di far pagare tutte le colpe all’assessore, o se l’assessore pensasse di addossarsi tutte le responsabilità”. Lo dice Pippo Digiacomo, presidente della commissione Sanità dell’Ars, a proposito delle notizia di stampa su possibili dimissioni dell’assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino.

“Lucia Borsellino ha certamente commesso un errore nella gestione di questa vicenda, ma non si può ignorare il lavoro di moralizzazione che sta portando avanti nella sanità siciliana, e i risultati che si stanno raggiungendo. Le sue dimissioni, dunque – conclude Digiacomo – non solo non risolverebbero i nodi legati all’Humanitas, ma anzi rischierebbero di aprire nuovi fronti e ulteriori crepe. Mi auguro pertanto che si tratti solo di voci”.

A parlare di possibili dimissioni di Lucia Borsellino è stato il quotidiano on line, Live Sicilia, raccontando l’amarezza dell’assessore per gli attacchi ricevuti nell’ordine dal Udc, dal capogruppo PD, da Sel, dal Movimento 5 Stelle e dall’ex assessore Massimo Russo, che l’aveva chiamata, durante la scorsa legislatura regionale a fare il direttore generale del dipartimento sanità.

In questi mesi la Borsellino ha avviato l’eliminazione degli sprechi e con essi le possibili fonti di corruzione, come ha dimostrato la vicenda dei farmaci acquistati dalle strutture sanitarie della Regione Siciliana. Di certo, l’assessore ha dovuto fare affidamento molto sui suoi tecnici ed esperti di riferimento (forse un po’ troppo , sono gli stessi che hanno firmato le delibere Humanitas e che la consigliano per ogni decisione, ma sono anche avvocati ed esperti che da 15 anni navigano con la politica, quindi non scevri da pressioni). Ma Lucia Borsellino, ha dovuto fare di necessità virtù. Esclusi i suoi esperti dello staff, con cui sta riformando una machina amministrativa complessa, non può fare affidamento sulla parte politica, che normalmente dovrebbe collaborare e che invece, a partire dalla maggioranza, è sempre pronta a imporre veti e scatenare polemiche quando non viene accontentata.

Ma che il “mestiere” di assessore per una come Borsellino, non fosse facile, Lucia doveva certamente saperlo. Ecco perché le dimissioni sono soltanto voci.

Il nodo fondamentale è la riforma del sistema sanitario e il piano di rientro, i cui effetti sono ancora operativi, e le linee guida della sanità a livello internazionale, che di fatto smontano pezzo per pezzo la sanità clientelare costruita nell’ultimo quarantennio in Sicilia. Ad esempio la vicenda dei reparti di ostetricia e ginecologia con meno di 500 parti l’anno. In tutti gli stati sviluppati tali reparti vengono chiusi per ovvie ragioni di efficenza e per la stessa sicurezza di mamme e nascituri. Ma in Sicilia diviene una battaglia di campanili contrapposti, fatte salve le legittime recriminazioni di quei territori isolati geograficamente e dal punto di vista infrastrutturale. E così avviene per ogni provvedimento. Dalla lungodegenza alla cura degli acuti, dai reparti di oncologia alla sanità privata.

La stagione del governo Crocetta, con Lucia Borsellino alla sanità, si è aperta con un rapporto di grande collaborazione con  la sanità privata rappresentata dall’Aiop di Barbara Cittadini, mentre grande conflittualità si è aperta subito con i laboratori d’analisi.

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