Diffamazione ai danni di Cicero. Imprenditore nisseno condannato, dovrà risarcire 20 mila euro

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Si è concluso con una condanna per diffamazione a mezzo stampa emessa dalla III sezione del Tribunale penale di Catania in composizione monocratica (giudice dott.ssa Consuelo Corrao), il processo a carico dell’imprenditore nisseno Angelo Vittorioso.

Era stato denunciato per diffamazione da Alfonso Cicero (ex Presidente dell’IRSAP), per un articolo di stampa pubblicato sull’edizione di Caltanissetta de “La Sicilia” quando a quel tempo Cicero, costituitosi parte civile e difeso dall’avv. Annalisa Petitto, era commissario straordinario del Consorzio ASI di Caltanissetta.

Il giudice ha riconosciuto le attenuanti equivalenti alla contestata aggravante del reato a mezzo stampa, motivo per cui la condanna è stata comminata con una multa di 700 euro (pena sospesa). Vittorioso è stato condannato, altresì, al risarcimento dei danni cagionati a Cicero per la somma di 20 mila euro, oltre alla spese processuali.

La vicenda nasce da una lettera diffusa a mezzo stampa nell’aprile del 2010, pubblicata nella cronaca di Caltanissetta del quotidiano “La Sicilia”, dal titolo “Nomina all’Asi senza titoli”. Nell’articolo Vittorioso sostenne che Cicero, era stato “piazzato” commissario straordinario del Consorzio Asi di Caltanissetta senza una previa “valutazione di titoli e professionalità, ma da esclusivi motivi di partito” e proseguiva, tra le altre cose, affermando che Cicero “è stato messo lì da un certo schieramento politico per premiarlo e accontentarlo”. E ancora chiedeva a Cicero di fare conoscere “i documenti e i fascicoli, quali atti interni al Consorzio, che invita il Sig. Cicero a leggere bene”, domandando come “il sig. Cicero si sia permesso di dichiarare il dissesto del Consorzio Asi a causa della gestione che lo aveva preceduto”.

“Sono stato sempre fiducioso, certo che la verità non può mai essere alterata dalle falsità e dalle diffamazioni”, dichiara l’ex presidente dell’Irsap, Alfonso Cicero.

“Sono soddisfatto della piena giustizia stabilità dalla sentenza emessa ieri dal Tribunale di Catania. Nel corso degli anni sono stato letteralmente sommerso da diffamazioni e calunnie sferratemi da diversi “personaggi” che per decenni avevano spadroneggiato in diverse aree industriali della Sicilia, in alcuni casi supportati anche da taluni soggetti interessati a contribuire alle martellanti e gratuite campagne di delegittimazione personale ed istituzionale, farcita da offese e falsità a danno della mia immagine. Questo è il primo processo per diffamazione a mio danno che si conclude e che fa giustizia. Vi sono altri quattro processi tutt’ora in corso ed altri procedimenti in fase d’indagine, che coinvolgono altri “colletti bianchi”, scaturiti da tale campagna di odio contro la mia persona, posta in essere negli anni in modo costante e sincronizzato nel tentativo di discreditarmi, isolarmi e, altresì, di scoraggiarmi nell’impegno che avevo intrapreso di denunciare i sistemi affaristico-mafiosi ed illegali di cui sono intrise le aree industriali.”

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