Diecimila in corteo con la Camusso e Bernava. La Cisl: “Royalties vincolate a sviluppo”. Foto Gallery

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image (14)Almeno 10 mila persone in corteo in piazza a Gela, a difesa della raffineria. Non solo lavoratori, e neanche soltanto sindacati, che organizzano la manifestazione, ma tantissimi cittadini e le rappresentanze istituzionali della provincia di Caltanissetta.
In piazza insieme a Maurizio Bernava e Susanna Camusso , ci sono il vescovo Mons. Gisana, i sindaci del comprensorio. Il sindaco di Gela, Fasulo, il vicesindaco di Caltanissetta, Castiglione, quello di Riesi, Sommatino, Niscemi .
Arriva il messaggio dell’arcivescovo di Monreale alla manifestazione.
“Sono vicino con la preghiera alle preoccupazioni dei lavoratori e delle loro famiglie per la paventata chiusura della raffineria dell ‘ Eni di Gela – afferma mons. Pennisi – e auspico positiva soluzione grave problema” afferma Michele Pennisi arcivescovo di Monreale.
Per il segretario nazionale della CGIL Camusso, “tanta parte della città partecipa allo sciopero generale perché il destino della raffineria e quello della zona coincidono,buna delle aree tra le meno infrastrutturate d’Italia. Il governo ed ENI devono cambiare opinione.
Non saremo mai contro l’innovazione ma intanto devono salvare le produzioni che ci sono non si può chiudere una grande attività e al posto mettere qualcos’altro”, ha detto la leader CGIL.

Dal palco allestito in piazza a Gela, dove hanno parlato i rappresentanti
sindacali al termine della manifestazione con migliaia di persone partecipanti
(abbondantemente oltre diecimila, assiepati anche nelle strade limitrofe di una
stracolma Piazza Umberto), contro la chiusura della Raffineria,  il segretario
regionale della Cisl Sicilia, Maurizio Bernava, lancia precisi  segnali
all’Eni, al governo nazionale e a quello regionale, e nel comizio di chiusura,IMG_6059 IMG_6046 IMG_6045
oltre a ribadire le ragioni della piazza e di un’intera comunità, ha lanciato
un appello e una proposta. L’appello all’Eni a ritornare sui suoi  passi e la
proposta al Governo regionale di vincolare le royalties petrolifere incassate,
per lo sviluppo delle aree interessate.
“Qui oggi in piazza non c’è solo il sindacato. Ma i sindacati  hanno portato
in piazza accanto ai lavoratori dell’Eni e dell’indotto della raffineria, un
popolo intero”, ha detto Bernava dal comizio di Gela.
“E’ la comunità intera di questi territori, insieme a quella siciliana,
impaurita e preoccupata, ma che lotta con dignità per difendere il lavoro, che
chiede di lavorare in un economia vera, fatta di investimenti strategici,
un’economia reale e produttiva, fatta di grandi gruppi industriali affidabili”.
Il leader della Cisl Sicilia, Bernava, lancia quindi un forte appello e un
monito.
“Non lasciateci soli”.  “Mi rivolgo all’Eni, che deve investire, deve fare di
più: ritornare sui suoi  passi e ripartire dall’accordo del 2013. Da un piano
industriale che era alla  base dell’accordo siglato da tutte le parti sociali,
dalle istituzioni e dall’azienda in Prefettura. Ma l’Eni, intanto, deve
rimettere subito in moto gli impianti per riportare serenità a questi
lavoratori, a questa comunità  e a  questo popolo, avviando un confronto nel
segno del reciproco ascolto”.
Quindi il messaggio del segretario Maurizio Bernava rivolto al governo
nazionale. “Il governo nazionale ha il compito di pensare a politiche
industriali ed economiche. Il ‘piano Renzi per il mezzogiorno’ parta qui da
Gela, rendendo possibili processi di investimento e accompagnando la
riqualificazione dell’area Eni”.
Infine la proposta al governo regionale.
“Il nostro presidente della Regione – ha detto Bernava – non si può limitare
ad alternare solidarietà e denunce. Faccia di più per riqualificare e
bonificare le aree produttive, e preparare le aree dismesse agli investimenti
produttivi”.
Il segretario della Cisl siciliana, lancia per la prima volta un proposta al
presidente Crocetta e al governo regionale. “Vincoli  le royalties delle
estrazioni petrolifere a investimenti produttivi nel settore e nel territorio”,
afferma Bernava, che sottolinea come il sindacato “non è contrario alle
estrazioni”, ma
adesso chiede “che si finalizzi l’introito, che si vincolino tali entrare per
supportare gli investimenti produttivi in quelle aree, e non solo per fare
cassa”. “Crocetta utilizzi le royalties per fare una vera politica
industriale”.
Infine il monito della Cisl all’azienda e alle istituzioni.
“Non lasciate solo questo territorio e la Sicilia, ascoltate l’appello di
questo movimento popolare, non
costringeteci a farlo diventare un movimento di lotta permanente. Perchè se ci
lasciate soli tra silenzi, inganni e bugie, l’unico strumento che ci resta per
farci ascoltare è bloccare il metano che transita da gela per l’Italia e
l’Europa”, ha concluso il segretario Usr Cisl Sicilia, Maurizio Bernava.
Tra i primi promotori della manifestazione il segretario ust Cisl Agrigento,
caltanissetta, enna, Emanuele Gallo.
“Abbiamo fatto questa grande manifestazione e siamo riusciti a portare più di
diecimila lavoratori, studenti, cittadini in piazza”. Questa é una grande
manifestazione, il sindacato è riuscito a fare un operazione brillante e giorno
30 luglio, davanti al ministro con grande determinazione faremo e decideremo
azioni importanti per portare dei risultati al territorio e a tutto il
comprensorio” conclude Gallo.

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