"Deriva ingovernabilità", un attentato per fermarla. Obiettivo due magistrati, uno è nisseno.

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Di Matteo ScarpinatoIl “Fatto quotidiano” in edicola oggi svela l’esistenza di due lettere anonima giunte alla Procura di Palermo pochi giorni fa, il 26 marzo, in cui un misterioso componente di un presunto commando di morte svela il piano per uccidere due magistrati, il procuratore aggiunto di Palermo, Nino Di Matteo e un magistrato di Caltanissetta di cui non viene svelato il nome ma soltanto una circostanza. Si tratterebbe di un magistrato in servizio a Caltanissetta che “ha l’abitudine di tornare a Palermo”.

L’ordine di uccidere sarebbe partito dal boss Matteo Messina Denaro in accordo con fantomatici “amici romani”, e il progetto sarebbe in fase esecutiva, scrive l’anonimo, che afferma anche di essersi dissociato, di essere contrario a tale determinazione e da qui le lettere per mettere in guardia gli inquirenti. In particolare le lettere sono stare recapitate al capo della Procura Palermitana, Messineo e all’aggiunto Teresi.

Non si conosce il livello di attendibilità attribuito alle missive dagli inquirenti, né se siano state aperte delle inchieste.

Ancora più inquietante la motivazione: “Cosa nostra ha dato il suo assenso per fermare questa deriva di ingovernabilità”.

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