Deprivazioni e sevizie nel campo di concentramento nazista. I nitidi ricordi della medaglia d’Onore Salvatore Russo

2209

Reduce da un campo di concentramento, oggi a 98 anni ricorda ancora bene le sevizie e le sofferenze subite.

IMG_4514Salvatore Russo è  una testimonianza vivente, nel territorio nisseno, delle deportazioni nei campi di concentramento nazisti. Nel suo caso il campo di concentramento Stramlagger XA in Germania. Ieri, in occasione della giornata della memoria, ha ricevuto la medaglia d’Onore del Presidente della Repubblica dalle mani del prefetto Maria Teresa Cucinotta, circondato dagli alunni del comprensivo “Milena-Campofranco”.

Aviere dell’esercito, Russo che oggi è membro onorario dell’Anpi di Riesi, venne catturato dai tedeschi in Albania. Più che una cattura fu una consegna, come lui stesso ammette. “Badoglio firmò l’armistizio incondizionato, noi in aeroporto eravamo in forze maggiori dei tedeschi ma il generale, un fascista, non ci diede indicazioni”. Uno dei tanti casi di un esercito lasciato allo sbaraglio dopo l’8 settembre.IMG_4503

Il 98enne di Riesi, ex aviere dell’Esercito, ricorda bene le sevizie e le angherie. Costretto come gli altri a lavorare in fabbrica su turni di 12 ore, alternativamente di giorno e di notte, insieme ai compagni di prigionia ha dovuto commettere qualche furto per poter mangiare. Come un furto di patate che gli costò punizioni corporali da parte dei tedeschi. “Per la fame commettevamo qualche furto. Avevamo rubato le patate da un magazzino vicino. Ci hanno preso e portato in una stanza facendoci mettere in uno sgabello a petto in giù con la testa fra le gambe dei tedeschi e un altro che dava bastonate”.

Due anni di prigionia prima della liberazione e del ritorno a casa. Prima, però, i IMG_4495bombardamenti alleati sui campi e tante persone viste morire. “Ho subito pure io i bombardamenti e una notte, la più spinosa, per quattro cinque giorni bombardamenti a tappeto. I morti cadevano a terra insieme agli animali. Per fortuna avevo una coperta e quando ero fuori dopo l’allarme anti aereo, mi sono trovato rannicchiato con una coperta addosso, se ero più alzato non sarei qui”.

Venerdì, in occasione della ricorrenza della “Giornata della Memoria”, presso il Palazzo del Governo si è tenuta la cerimonia di consegna, da parte del Prefetto Maria Teresa Cucinotta, di due “Medaglie d’Onore” conferite dal Presidente della Repubblica. Oltre al signor Russo anche quella in memoria di Michele Lipani di San Cataldo, deportato in un lager nazista, ritirata dalla nipote Sonia Lipani.

“Mio nonno – spiega – morì nel campo di concentramento nel 1944 dopo un anno di internamento di broncopolmonite, quindi sicuramente anche di stenti. Dedico questa medaglia a mio nonno ed a mio padre e mio zio. Speriamo che non venga dimenticata questa terribile storia del ‘900. Che i giovani possano ricordare e non dimenticare e che la storia non si ripeta, come ha detto Primo Levi”.IMG_4512

Gli alunni della classe 5° A dell’ Istituto Comprensivo hanno partecipato alla cerimonia di ieri mattina in Prefettura dopo aver aderito al progetto “I giovani ricordano la Shoah” promosso dal MIUR, nell’ambito del quale hanno realizzato un sito web “La Shoah in classe” che è stato selezionato a livello regionale. Nella stanza del Prefetto hanno letto alcuni pensieri da loro elaborati sul tema. Presenti anche i sindaci di San Cataldo, Giampiero Modaffari, il sindaco di Riesi Salvatore Chiantia e quello di Milena, Giuseppe Vitellaro ed i vertici delle Forze dell’ordine.

Commenta su Facebook