Deposito nucleare, levata di scudi da sindaci e mondo politico. Aperta la fase di consultazione nazionale

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Alzi la mano chi sa dove oggi vengono smaltiti i rifiuti nucleari che quotidianamente vengono prodotti in ambito ospedaliero e nella produzione industriale e di energia elettrica. E’ proprio da qui che nasce l’esigenza di un deposito nazionale per i rifiuti nucleari a bassa attività che vengono attualmente stoccati in depositi sparsi nel territorio nazionale. Si tratta di depositi temporanei, presenti soprattutto nei siti degli impianti nucleari disattivati che la società Sogin, interamente partecipata dal Mef, giudica non idonei perché stanno esaurendo le loro capacità ricettive. Il settore sanitario produce rifiuti radioattivi nell’ambito della diagnostica, della terapia e della ricerca medica. La maggior parte di questi rifiuti radioattivi, quelli a vita molto breve, dopo lo stoccaggio in depositi temporanei (per mesi o al massimo pochi anni), saranno smaltiti come rifiuti convenzionali, in quanto non rappresenteranno più un rischio.  La restante parte, costituita dai rifiuti a molto bassa, bassa, media e alta attività sarà conferita invece al Deposito Nazionale.

Per lo smaltimento definitivo è necessario un deposito dotato di barriere ingegneristiche che congiuntamente alle caratteristiche del sito potenzialmente idoneo garantiranno l’isolamento dei rifiuti radioattivi dall’ambiente fino al decadimento della radioattività a livelli tali da risultare trascurabili per la salute dell’uomo e per l’ambiente (300 anni). ​​Ecco che nasce la Cnapi, la carta nazionale delle aree potenzialmente idonee. Tra queste anche quattro in Sicilia di cui una a Butera in provincia di Caltanissetta. Nel Deposito Nazionale saranno sistemati definitivamente e in sicurezza circa 78.000 m3 di rifiuti radioattivi a molto bassa e bassa attività. Di questi rifiuti circa 50.000 metri cubi derivano dall’esercizio e dallo smantellamento degli impianti nucleari per la produzione di energia elettrica, circa 28.000 metri cubi dagli impianti nucleari di ricerca e dai settori della medicina nucleare e dell’industria. 

Approvata la Cnapi il 5 gennaio è partita la consultazione pubblica che coinvolgerà enti locali, amministrazioni regionali, associazioni. Poi ci sarà un seminario nazionale all’esito del quale sarà approvata la Cnai, cioè la carta con le aree idonee, non più solo potenzialmente.

La posizione del sindaco di Caltanissetta, presidente della conferenza dei sindaci

“Vogliono fare diventare il centro Sicilia la pattumiera d’Italia noi non ci stiamo, non siamo una discarica.” Il sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino, con queste parole annuncia la convocazione di una riunione urgente della conferenza dei sindaci della sanità dopo aver appreso la notizia. La riunione si terrà giovedì 7 alle ore 12.00. L’azione è anche rivolta contro l’individuazione da parte del governo nazionale di altri siti nelle basse Madonie. Gli amministratori hanno annunciato il proposito di mettere in atto delle iniziative anche estreme.

Centopassi: ipotesi irricevibile

“Le aree interne della Sicilia hanno bisogno di investimenti, non dei rifiuti radioattivi. L’ipotesi di allocare centri di stoccaggio nelle Madonie, nel trapanese e nella provincia di Caltanissetta ci appare semplicemente irricevibile. Parliamo di territori, come nel caso delle Madonie impegnate in una battaglia per l’istituzione delle zone franche montane, che da tempo chiedono altro tipo di attenzione. Parliamo del territorio del nisseno già profondamente devastato dagli scempi ambientali. Rispondere ai bisogni dei territorio con la proposta di trasformazione di queste aree in discariche radioattive è semplicemente irricevibile perché offensivo e mortificante per queste comunità”. Lo dichiarano gli amministratori e i militanti della rete dei cento passi della provincia di Trapani, dell’area delle Madonie e del comprensorio di Caltanissetta.

Forza Italia: “E’ uno scherzo?”

“Se l’individuazione in territorio siciliano di zone per la creazione del deposito nazionale nucleare è uno scherzo, non è divertente, anzi di cattivo gusto. Se così non fosse, state certi che alzeremo le barricate con muri di cemento armato. Non permetteremo che sia rovinata la nostra agricoltura o la salubrità ambientale. Se poi, per assurdo, da Roma qualcuno pensa che il nisseno, così come altre zone della Sicilia, possano trasformarsi in discariche nucleari, non ha tenuto conto del tasso di mortalità per tumore, tra i più alti d’Italia. Pensare di incrementarlo è da scriteriati. Sono certo che tutta la deputazione sarà dalla stessa parte. Invitiamo gli organi competenti a una chiara ed inequivocabile smentita”. Così afferma il deputato di Forza all’Ars, on. Michele Mancuso.

Lega nissena contro il Governo

Il Sindaco Gambino, finora forte sostenitore del M5S, piuttosto che organizzare passerelle autoreferenziali si spogli da ultras del suo partito che tanto male dimostra di volere alla Sicilia ed organizzi una manifestazione contro i suoi amici, oggi nemici della Sicilia e della Provincia di Caltanissetta. Saremo lì a sostenerlo a difesa del nostro territorio” – così il Commissario Provinciale della Lega, Oscar Aiello, interviene a seguito della volontà del Governo nazionale di depositare in Sicilia e in Provincia di Caltanissetta scorie nucleari.

Il sindaco di Mussomeli già in campo contro il piano amianto
“Come Sindaci dell’ex Provincia di Caltanissetta ci siamo immediatamente attivati per programmare eventuali interventi a difesa del nostro territorio – dice Giuseppe Catania -.
Teniamo alta l’attenzione. Non permetteremo a nessuno di abusare del nostro territorio.
NO a provvedimenti calati dall’alto: né piano amianto né piano scorie nucleari”.
La posizione del Pd nisseno
“È evidente che occorre un sito nazionale per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, ma è altrettanto chiaro che il territorio di Butera, la sua agricoltura ed il suo paesaggio non possono essere oggetto di un intervento del genere”.
Il Partito democratico di Caltanissetta formulerà le sue osservazioni al Piano del governo, “nell’ambito di un percorso partecipativo che non potrà non avere come protagonisti i territori interessati. Difenderemo il nostro territorio come stiamo facendo contro il Piano Amianto”.
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