Delia (CL). 2 milioni di euro spesi ma dell'hospice non c'è traccia. Eppure il budget Asp lo prevede

Il sindaco di Delia, Gianfilippo Bancheri e il consigliere comunale La Verde hanno denunciato ieri a Caltanissetta, durante la conferenza dei sindaci, un caso di spreco di risorse pubbliche per costruire una cattedrale nel deserto che gli amministratori di Delia chiedono venga utilizzata.

Si tratta dell’immobile costruito per destinarlo all’hospice, struttura sanitaria di competenza dell’Asp, dedicata all’ospitalità dei malati terminali e all’accoglienza dei familiari in un ambiente libero dalle procedure e dalle ridigità delle strutture ospedaliere classiche.

Circa due milioni di euro sono stati spesi per costruire la struttura nel comune di Delia, già provvista di servizi come i bagni, il sistema di aerazione e altro, ma mai utilizzata. Lì doveva nascere l’hospice, “ma siamo stati scippati”, ha detto il consigliere La Verde che è medico e responsabile dell’hospice di San Cataldo. L’Asp 2, spiega inoltre il sindaco Gianfilippo Bancheri, ha in budget annuale oltre un milione di euro per ripristinare la struttura, che nel frattempo è stata vandalizzata, e avviare le attività dell’hospice. Ma non si sa perchè queste somme non vengono utilizzate per la voce in bilancio a cui sono destinate e neanche per quali altri interventi e finalità l’Asp le ha stornate.

L’Hospice di San Cataldo è il fiore all’occhiello del distretto sanitario della provincia nord. Viene gestito con grande abnegazione sia da chi ci lavora che dai volontari. Lì si pratica una personalizzazione dell’assistenza, le stanze vengono contrassegnate con il nome degli ospiti e non con un numero. Ogni camera ha il bagno e la doccia e i parenti dei malati hanno libero accesso sebbene non siano obbligati ad assistere i propri cari visto che l’hospice offre un’assistenza continua ai suoi ospiti.

Da evitare, dunque, una guerra tra territori, tra Delia che chiede l’istituzione e San Cataldo che merita semmai un consolidamento. Ma, come spiega il consigliere La Verde, “adesso che le persone si sono rese conto dell’importanza di questo servizio e della qualità elevata dell’accoglienza oltreché del confort albrghiero, tutti vogliono usufruirne, ma i posti letto, otto in tutto, sono veramente pochi”. L’istituzione dell’hospice a Delia, dunque, sarebbe il completamento dell’offerta sanitaria su questo versante e potrebbe avvenire senza togliere o depotenziare le strutture esistenti. 

Ma intanto la “cattedrale nel deserto”, a Delia rimane tal, fin quando i vertici della sanità provinciale non si decideranno a istituire l’importante servizio. Potrebbero farlo, infine, senza aggravio di costi. Il dottor La VErde insieme a diversi colleghi di medicina generale ha creato una cooperativa che si occuperebbe, insieme a diversi volontari, della gestione a titolo gratuito, liberando l’Asp 2 da eventuali maggiori oneri.

Ecco che entra in gioco l’assessore alla salute Lucia Borsellino. La scelta del nuovo manager della sanità provinciale nissena determinerà le future decisioni in ambito di sanità territoriale e ospedaliera. L’auspicio è che venga scelto un direttore generale privo di conflitti d’interesse con la politica come avvenuto nel recentissimo passato, ma che venga scelta una persona di fiducia dell’assessore Borsellino, che si possa confrontare a viso aperto con le problematiche e gli attori del territorio.

Commenta su Facebook