Dedicato a Martina Milano, fiore troppo presto reciso

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Fugit et non recedit tempus.

Il tempo fugge e non ritorna recita il motto latino che si legge spesso sugli orologi solari dove viene inciso o scritto affinchè  nessuno, guardandolo, dimentichi che la vita, per quanto lunga, è un attimo e  purtroppo indietro non si torna.

Ma chissà quante volte i genitori di Martina Milano, prematuramente scomparsa il 12 agosto di quattro anni fa, hanno sognato di potere rimettere indietro le lancette del tempo e ritrovarsi a coccolare la loro unica figlia.

Martina nel suo 5° compleanno

“Bei tempi che non posso fare tornare indietro”, ci ha scritto la mamma, signora Lorella, inviandoci la foto di Martina davanti la torta del suo 5° compleanno, mentre riceve un suo bacio. Se è vero che il tempo lenisce ogni dolore è altrettanto vero che in nessuno di noi  può cancellare  la memoria di un fatto così angosciante, così inaccettabile. Ed è per questo che ogni anno dedichiamo un pensiero a questa ragazza bella, allegra, amica di tutti  ma non di chiunque, ingiustamente strappata agli affetti della famiglia e degli amici che continuano a frequentare la sua casa quasi per rifiutare quella triste realtà.

Stanno lì, in salotto, a parlare del più e del meno come se Martina dovesse entrare da un momento all’altro e dare, con il suo sorriso e la sua voce sempre allegra un prezioso contributo alla vivacità della riunione. (“…sonavan le quiete stanze e le vie dintorno…”scriveva Leopardi in una delle sue poesie più belle). Non possiamo non ricordare l’incontro con gli amici di Martina, avvenuto a Natale scorso, a casa della signora Lorella. Sono parole semplici, spontanee che la dicono lunga sulla stima e l’affetto di cui godeva. Desideriamo riproporre quella registrazione perché è la dimostrazione del valore che può avere l’amicizia quando nasce da ragazzi e quando non si frappongono  interessi o scopi occulti ma soltanto affetto e feeling.

I pensieri degli amici più cari

Morire a 22 anni, improvvisamente,  non è una cosa alla quale ci si possa rassegnare  e il concetto di “Disegno Divino”, anche per i credenti, diventa un concetto fragile, troppo fragile, quasi inconsistente. E se abbiamo voluto ricordare ancora una volta Martina, è perché ce ne rendiamo perfettamente conto e vogliamo sperare che queste poche righe siano di  conforto per i  genitori.

Chi scrive, in particolare, avendo avuto il privilegio di entrare nella sua stanza così femminile, elegante, sbarazzina ma ordinata, piena di oggettini e di peluche e dove ogni cosa parla di lei, non riesce a non intristirsi al pensiero che in quella stanza, quasi a voler contraddire il Leopardi, non risuonerà più la sua voce. Quella stanza che per quanto tenuta con amorevole cura, rimarrà per sempre come una bella cornice appesa a una parete, ma senza la tela.

Sulla lapide di un ragazzo, al Cimitero, si legge una frase bellissima che non può non rimanere scolpita nella mente di chi l’abbia letta: “sarò morto veramente, quando nessuno si ricorderà di me”. È sicuramente così.

Ciao Martina, sei sempre con noi.

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