Decreto sicurezza, il leghista Gelarda: “A Caltanissetta nel 2019 reati in calo del 15%, migranti ospiti nei centri meno 52%”

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“A Caltanissetta nel 2019 reati in calo del 15%, mentre gli stranieri ospiti nelle strutture di accoglienza sono diminuiti del 52% grazie agli effetti del Decreto sicurezza voluto da Matteo Salvini”. Lo rivela Igor Gelarda, responsabile regionale enti locali della Lega e candidato alle elezioni europee del 26 maggio nel collegio Sicilia e Sardegna, snocciolando i dati forniti dal ministero dell’Interno.

Intanto, con il Decreto sicurezza bis il Viminale individua nuove misure per potenziare la lotta alla immigrazione clandestina e tutelare le forze dell’ordine. “Un secondo tassello fondamentale dopo l’adozione del Decreto sicurezza – spiega Gelarda – che, alla fine dello scorso anno, ha fornito strumenti innovativi per allontanare clandestini e delinquenti, per rafforzare la sicurezza urbana con fondi e poteri ai sindaci contro le grandi piazze di spaccio e il degrado urbano”.

In Sicilia, complessivamente, i reati sono diminuiti dell’8,9% rispetto al primo trimestre di un anno fa. Oltre a Caltanissetta con – 15,8%, si registrano  -14% ad Agrigento; -2,1% a Catania; -10,3% a Enna; -12,5% a Messina; – 10,2% a Palermo; -9,3% a Ragusa; -12% a Siracusa e -8,7% a Trapani.

Sempre guardando a tutta la Sicilia, si riducono anche gli stranieri ospiti delle strutture di accoglienza. Erano 14.551 al 13 maggio 2018, sono diventati 8.342 al 13 maggio 2019 (-42,67%): oltre a Caltanissetta con -52,65%, si registrano -21,83% ad Agrigento; -68,71% a Catania; -22,69% a Enna; -23,29% a Messina; -27,19% a Palermo; -35,84% a Ragusa; -38,24% a Siracusa; -46,99% a Trapani.

“Sono stati ottenuti notevoli tagli agli sprechi riducendo i costi dell’accoglienza – conclude Gelarda – ovvero circa 400 milioni di euro, reinvestiti in un piano straordinario di assunzioni per 8mila donne e uomini delle forze di polizia e Vigili del fuoco. Il monitoraggio effettuato periodicamente dal Viminale su reati e accoglienza dà ragione alle scelte effettuate dal ministero dell’Interno”.

 

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