Danze tradizionali del sud Italia e danze orientali. A palazzo Moncada, stage di Patrizia Giugno e Veronica Cansirro

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DSC_0150Patrizia Giugno, insegnante del gruppo di danza “W cu balla W” ha tenuto, mercoledì 27 agosto, al primo piano del palazzo Moncada, uno stage sulle danze tradizionali del sud Italia. Nessuna limitazione per l’ammissione allo stage aperto a donne e uomini di qualsiasi età. “La danza tradizionale – ci ha detto Patrizia Giugno – è per me anima. Non danzo io ma la mia anima e attraverso questa danza esprimo me stessa. È un ritorno all’origine di questi balli semplici senza passi preconfezionati e senza  coreografie che consentono quindi di dare libero sfogo ai propri sentimenti e di esprimersi con i movimenti. Inoltre – aggiunge Patrizia Giugno – queste sono danze di comunicazione perché sono balli fatti tra contadini o da pastori che dopo la raccolta del grano o la tosatura delle pecore, si riunivano la sera e suonavano il tamburo e la zampogna e dove il “lui” del momento corteggiava l’amata in modo molto informale attraverso il ballo e attraverso gli sguardi. Oppure soltanto per il piacere di stare insieme danzando e, quindi, attraverso la danza si comunicava e si socializzava”.

Sono danze che, in Sicilia,  vanno ballate in “rota” ed in Puglia in “ronda”. Cioè chi ballava, lo faceva standosene al centro di un cerchio formato dagli altri partecipanti alla festa che, con la loro sola presenza, a volte anche incitandoli, davano energia ai due ballerini che si esibivano. Una figura molto importante, ormai scomparsa ma che è sicuramente testimonianza di un’epoca, era costituita dal cosiddetto “mastru ‘i ballu”, l’anziano del paese che conosceva persone e fatti e che, solitamente, era colui che decideva chi doveva ballare e con chi o se qualcuno non doveva ballare affatto.

Intervista a Patrizia Giugno insegnante di danze tradizionali del sud Italia

Veronica Cansirro illustra l’importanza delle danze orientali

Addirittura poteva succedere che se qualche spasimante voleva corteggiare una donna, andava dal “mastru ‘i ballu” e gli diceva di voler ballare con lei proprio per questo motivo. Se a lui la cosa piaceva 

DSC_0160rispondeva di sì, altrimenti rifiutava.

Una cosa che non ci saremmo mai aspettati è apprendere, dalla stessa Patrizia Giugno, che a Torino ha tenuto uno stage, che anche in quella città si ballano tantissimo questi balli del sud Italia. “A Torino – ci dice ancora l’entusiasta insegnante – c’è una comunità di danzatori meravigliosa.  Da noi questa tradizione  si è un po’ persa ed io sto cercando di portare anche qui, al centro della Sicilia, questo ballo meraviglioso perchè è “terapeutico”. Fa star bene, è tutto allegria ed è tutto mettere se stessi senza passi prestabiliti e senza essere obbligati a compiere determinati movimenti”.

Una serata che si è conclusa con una lezione di danze orientali tenuta da Veronica Cansirro che ha spiegato alle stagiste il significato e l’effetto di questo genere di danze. “La danza del ventre – ha detto loro la docente – è spesso un rito propiziatorio, un augurio che la mamma fa alla propria figlia nei momenti più importanti della sua vita e cioè il matrimonio, la gravidanza e il parto”.

Intervista a Stefania Bocchetta, stagista torinese in vacanza nella nostra città

Dopo una dissertazione  sull’importanza delle danze orientali , di cui vi proponiamo la registrazione, tutte a tentare di muoversi come la loro insegnante e, dobbiamo dire, nella maggior parte dei casi, riuscendoci egregiamente nonostante si tratti di movimenti che le donne occidentali non sono abituate a fare. Alla fine, stanche ma soddisfatte, le stagiste, con il prevedibile proposito di continuare l’allenamento davanti allo specchio di casa, hanno lasciato palazzo Moncada,  attuale sede della Pro loco il cui presidente Giuseppe D’Antona ci ha manifestato grande soddisfazione per l’andamento di questa serie di eventi che sta portando, così come da  progetto, molti nisseni a riscoprire il centro storico. “Avremo un settembre ricco di eventi – ci dice con palese soddisfazione – e sono convinto che i nostri concittadini apprezzano gli sforzi che si stanno compiendo per offrire loro dei momenti di relax, di cultura e di divertimento.

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