Dalle mandorle un progetto di filiera nei terreni che furono di Cosa nostra

1512

Un progetto di filiera corta dell’agroalimentare incentrato sulle mandorle, di cui è ricco il terreno in contrada Arenella (nei pressi del Borgo Santa Rita), confiscato a Cosa Nostra e adesso assegnato all’associazione “I Girasoli onlus”.

E’ questo il progetto messo in campo dalla onlus I Girasoli di Mazzarino, attiva nell’accoglienza dei minori migranti, ambito nel quale gestisce uno Sprar nel comune di Caltanissetta.

Il Comune di Caltanissetta al termine di procedura pubblica ha assegnato all’associazione la gestione di un appezzamento agricolo in contrada Arenella. Si tratta di un bene confiscato alla mafia, affidato all’agenzia dei beni confiscati che lo ha quindi trasferito al Comune per assegnarlo ad enti o associazioni per finalità sociali secondo il principio di utilizzo sociale sancito dalla legge Rognoni – La Torre. Nelle scorse settimane l’assessore al patrimonio, Maria Grazia Riggi, aveva dato un’accelerazione alle procedure per l’assegnazione dei beni confiscati, chiedendo anche un dettagliato resoconto dei luoghi all’ufficio tecnico.

Il progetto dell’associazione I Girasoli coinvolge alcune realtà consolidate in tema di gestione dei beni confiscati come la cooperativa “Lavoro e non solo” di Corleone e l’Arci e imprese locali come il Torronificio Geraci e il forno Santa Rita di Maurizio Spinello. A proporre il progetto, tramite un protocollo d’intesa con gli altri partner, il presidente dei Girasoli onlus, Calogero Santoro.

“Abbiamo già fatto un’esperienza con la cooperativa Lavoro e non solo in cui i ragazzi dello Sprar di Caltanissetta hanno partecipato a dei project work nelle terre confiscate”, spiega Santoro. “L’idea è di riproporre questa esperienza nel territorio. Con il protocollo d’intesa abbiamo coinvolto gli altri partner perchè vorremmo chiudere la filiera delle mandorle che ci sono nel terreno  confiscato. La cooperativa ha i mezzi agricoli per coltivare la terra, i ragazzi in collaborazione con i giovani italiani possono così lavorare in project work, il torronificio Geraci utilizzerà le mandorle per una linea di torrone con marchio solidale mentre il forno Santa Rita utilizzerebbe i prodotti secondari per una serie di cosmetici naturali. Questo darebbe una prospettiva lavorativa mettendo in moto una filiera di prodotti solidali con un marchio che andremo a coniare”.

Un progetto in linea con i principi stabiliti dalla legge Rognoni-La Torre in tema di beni confiscati alla mafia. “Su questo non ci sono dubbi – chiarisce Santoro – altrimenti non l’avremmo fatto. Il progetto può mettere una pietra miliare a Caltanissetta per parlare di utilizzo a finalità sociale dei beni confiscati alla mafia”.

Commenta su Facebook