Dalla Cgil apertura ai sindaci eletti per un “libero dialogo”. Le priorità secondo il segretario Giudice

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La Segreteria confederale della CGIL provinciale augura buon lavoro ai tre sindaci eletti nell’ultima tornata elettorale: il sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino, quello di Mazzarino, Vincenzo Marino, e il sindaco di Gela, Lucio Greco.

“La CGIL è consapevole del difficile momento che i Comuni siciliani stanno attraversando – afferma il segretario generale provinciale, Ignazio Giudice -, in questi anni non sono mancate le denunce pubbliche per il graduale e costante abbandono da parte dei governi regionale e nazionale a danno dei 270mila abitanti dei 22 Comuni della provincia di Caltanissetta”.

Per il segretario della Cgil serve “autorevolezza istituzionale e ancora prima ‘coesione intelligente’, oltre le parole inutili, in grado di generale fatti concreti a beneficio delle persone, iniziando dai disoccupati e dai tanti cittadini che rivendicano un serio diritto alla cura negli ospedali pubblici”. “Abbiamo bisogno di un investimento in università e ricerca e di decentramenti seri in grado di non appesantire il costo che migliaia di nuclei familiari affrontano per garantire un dignitoso percorso universitario ai figli. La Cgil, congiuntamente a Cisl e Uil – afferma Giudice – da anni rivendica il mantenimento dei servizi comunali dedicati alla persona, dall’assistenza domiciliare agli anziani al trasporto disabili, dalla refezione scolastica alla creazione di asili nido, a un nuovo rapporto con Stato e Regione, a gruppi di lavoro specifici da dedicare alle opportunità offerte dall’unione europea anche per risorse finanziarie da destinare al turismo”.

“Auguri ai Sindaci, nella consapevolezza che un serio e libero dialogo sociale può determinare la svolta di una delle province più importanti del sud Italia per presenza industriale e per investimenti in agricoltura. La CGIL provinciale si dichiara pronta al confronto per ricostruire una nuova storia in tutti i Comuni sapendo che sui grandi temi nessuno può permettersi di dividersi, chi lo farà non percorrere interessi collettivi e si macchierà del riemergere della questione morale”.

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