Dal sottosuolo alle stelle nel segno del colore Giallo per la Capitale della Cultura

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Grande partecipazione domenica, giorno 15, presso la Sala Dante della Biblioteca Scarabelli per l’invito rivolto dall’Assessorato Creatività e Cultura a enti, associazioni, istituzioni varie per proporre la candidatura di Caltanissetta a Capitale italiana della cultura 2016 e 2017. Sono stati infatti una trentina gli enti e le associazioni presenti. La giornata di lavoro, secondo l’Assessore Marina Castiglione, a prescindere dal risultato a cui giungerà, ha costituito un momento di aggregazione e di autorappresentazione importante e foriero di sicuri sviluppi. Come ha detto il sindaco Ruvolo, intervenuto per un saluto, «per lanciare la città in una dimensione nuova, occorre avere i piedi per terra e la testa nel sogno».
DSCF6293Il bando, proposto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha suscitato l’interesse di cittadini e associazioni che per l’intera giornata, con la sola pausa pranzo, hanno lavorato intensamente e con forte motivazione alla lettura attenta dei criteri e alla pianificazione delle possibili attività da confezionare in un dossier entro giorno 31 marzo. L’obiettivo del MIBACT, come emerge nelle linee guida del bando, non è tanto quello di premiare i luoghi che hanno già un’offerta turistica consolidata, quanto premiare le comunità che riescono a immaginare il proprio spazio sociale come luogo dell’incontro, della collaborazione, dell’accoglienza, della reciprocità, in un sistema di reti relazionali, produttive e artistiche. Molte le proposte e le attività da calendarizzare in un progetto integrato che, lungo il corso della giornata, ha individuato in tre verbi le direttrici tematiche del dossier: estrarre, coltivare, seminare. Si è discusso di patrimoni e paradossi, passato e futuro, colori simbolo e luoghi simbolo, riqualificazione e sostenibilità, filiere e percorsi d’arte, di sistemi che si organizzano nella funzione della prospettiva degli open data, di capacità di proporre un carattere e una identità, di itinerari fisici e itinerari mentali, di grano e di zolfo. Si sono incontrati e confrontati geologi, architetti, ambientalisti, artisti, cineamatori, storici, archeologi; giovani in cerca di una speranza di realizzazione in città e pensionati che continuano a impegnarsi con l’entusiasmo dei giovani. Tutti quanti comunque si sono detti sinceramente convinti che è dall’unione delle idee e dalla condivisione delle esperienze che si può generare creatività e proposizione forte.
Si è quindi costituito un coordinamento e tre gruppi di lavoro che nei prossimi giorni continueranno a incontrarsi in Biblioteca per giungere alla scadenza del bando con un progetto che costituirà, in ogni caso, nei pregi e nelle criticità, uno specchio di ciò che la partecipazione dei cittadini intenderà in ogni caso realizzare.
L’idea del colore giallo è dunque il filo conduttore che porta dal sottosuolo, dallo zolfo, dalla storia delle miniere, dal colore della pietra di sabbucina, fino alle stelle… Perchè tra i partner c’è anche l’osservatorio astronomico di Montedoro. Ecco che si traduce in senso plastico l’allegoria di “Ciaula scopre la luna” con cui Pirandello ci insegna ancora oggi l’immensità della conoscenza e il mito della caverna.
Le associazioni partecipanti: Legambiente, Italianostra, Rete Museale del Centro Sicilia, Associazione geologi, Sicilia antica, Slow food, Filiera Pane rustico dell’Imera, Associazione dei B&b Terra e sole, A.TE.PA., Real Maestranza, Teatro Stabile Nisseno, Allattamore, Associazione nazionale Bersaglieri, Servizio turistico regionale, Associazione Archeologica Nissena, Laboratorio dei Sogni, Associazione Sei corde, Associazione Alchimia, Coordinamento comitati di quartiere, GAL, Terzo paesaggio, Eureka, Dante Alighieri, Proloco, Librariamente, Salto nel vuoto, Radici della legalità, I carusi du capumastru, Fotonauti. Inoltre hanno dichiarato la loro adesione al progetto la Soprintendenza ai Beni Culturali di Caltanissetta, Il Distretto minerario regionale e l’Amministrazione comunale di San Cataldo.

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