Dal rastrellamento del ghetto alla Shoah. Renzo Modiano agli studenti: “Di fronte all’antisemitismo la memoria è dovere”

720

Una testimonianza diretta da parte di chi è scampato agli orrori della Shoah anche grazie alla solidarietà di altri italiani, che ha visto il dolore delle famiglie decimate da deportazioni o da esecuzioni; la pericolosa fuga dai rastrellamenti e la clandestinità fino alla liberazione. In vista della Giornata della Memoria il Liceo scientifico “Alessandro Volta” di Caltanissetta ha ospitato la conferenza di Renzo Modiano, autore del volume Di razza ebraica.

Modiano è testimone del rastrellamento del ghetto ebraico del 16 ottobre 1943 a Roma perpetrato dai nazisti che deportarono 1 023 persone appartenenti alla comunità ebraica nel campo di sterminio di Auschwitz. Sopravvissero soltanto in 16. Lui e la sua famiglia si misero in salvo con una fuga rocambolesca. Dirigente prima della Olivetti e poi della Mondadori, romano d’origine e milanese d’adozione, è autore anche di diversi volumi di economia e risorse umane. Insieme a lui a dialogare con gli studenti il dirigente scolastico Vito Parisi e la docente Sonia Zaccaria che da presidente del comitato scientifico della rivista Studi storici siciliani ha contattato l’autore tramite l’associazione I figli della Shoah.

Quella di Modiano è una testimonianza vissuta come un dovere in un tempo in cui si riaffacciano nel Paese antisemitismo e razzismo “Si lo sento come un dovere – spiega – perché purtroppo sta tornando nel mondo e in Europa una certa forma di antisemitismo che dopo secoli credevamo fosse finalmente finita al termine della seconda guerra mondiale. Per trent’anni non si è parlato della Shoah perché tutti la conoscevamo, l’avevamo vista e vissuta. Non solo gli ebrei, ma tutti. Poi pian piano questo virus ha ripreso forma e vita e quindi oggi raccontare la Shoah ai giovani (io non sono sopravvissuto ai campi, ma uno scampato) diviene un dovere perché altrimenti potrebbero dar retta a qualche negazionista”.

Il razzismo un fenomeno ondulatorio. Un’affermazione che Renzo Modiano ha spiegato ai ragazzi. “Perché il razzismo non è costante. Si acuisce in certi momenti della Storia. La sua potenzialità è costante poiché fa parte della psicologia degli uomini diffidare da chi è diverso. Finché c’è un momento di tranquillità e non ci sono guerre, tragedie o crisi economiche, si sopporta la presenza del diverso. Quando succedono certi eventi allora riesplode e la gente cerca il capro espiatorio; cerca la causa di tutti i mali e scatena forme violente di razzismo. In particolare per gli ebrei, ma le forme di razzismo sono tante. Nella prima guerra mondiale sono stati ammazzati un milione di curdi dai turchi. Anche adesso, in vari Paesi del mondo ci sono maggioranze che ammazzano minoranze”.

L’autore del volume Di razza ebraica – la Shoah negli occhi di un bambino, in tal senso ha avvertito gli studenti del rischio di acquisire acriticamente informazioni dalla rete. “Perché si crea l’abitudine a recepire ciò che arriva dalla rete come un vangelo e la disabitudine a leggere criticamente ragionando, magari a reperire un’altra fonte. Quando non si ragiona si è preda facile di qualche personaggio”. Modiano e la sua famiglia sono salvi anche grazie alla solidarietà di altri italiani che li hanno nascosti. “Noi ci siamo salvati grazie alla solidarietà. Se non avessi visto persone che hanno rischiato la pelle, nel senso letterale, per salvarmi e proteggermi, anche se mi fossi salvato miracolosamente avendo visto mio zio venduto per cinquemila lire e poi morto ad Auschwitz, sarei stato una specie di belva che odia l’umanità. Invece aver toccato l’empatia umana a rischio della propria vita, gente che aveva tre figli e mi ha nascosto, questo mi ha fatto mantenere un certo equilibrio e valutare gli uomini per come pensano e vivono, non per il posto in cui sono nati o per il colore della pelle”.

Patria e politica? Questa una delle domande poste dagli studenti che hanno chiesto un’opinione su un distorto valore della patria propagandato dal partito fascista. “La patria è l’Italia con la sua storia e la cultura, il mio paese. Il fascismo era un movimento. Ognuno ha diritto a seguire un movimento, tranne un movimento come il fascismo che ammazza gli oppositori – ha detto chiaramente Modiano agli studenti -. Non si può affermare che il fascismo ha fatto tutto bene tranne le leggi razziali. Il fascismo ha ammazzato Matteotti, i fratelli Rosselli; ha portato l’Italia in guerra accanto a Hitler contro il mondo. Un movimento che non accetta un’idea diversa. Per me è una cosa riprovevole. Non si può mettere la patria nel piatto delle idee politiche. Tutte le idee hanno diritto di esistere, ma non quelle che sono criminali. La patria è un’altra cosa, l’insieme di tutto. Son due cose che van tenute distinte”.

Commenta su Facebook