Dal colpo di 100 mila euro al pestaggio di una vittima. Sei arresti dei carabinieri

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Sei persone arrestate nella notte a San Cataldo nell’ambito di un’operazione dei Carabinieri. L’ordinanza di custodia cautelare, spiccata dal Gip Francesco Lauricella, contesta agli indagati a vario titolo diversi reati. Dalla commissione di furti, prevalentemente in appartamento, rapine ed episodi di cessione di stupefacenti e un episodio di ricettazione.

IMG_4771In un caso ladri funamboli, rischiando anche la vita, mettono a segno un colpo da centomila euro in un appartamento a San Cataldo, in un altro si dimostrano ladri violenti autori di un pestaggio nei confronti della vittima, con lo scopo di farsi aprire casa, strappandogli una collana dal collo con la minaccia di un’arma. Sono alcuni episodi dell’operazione denominata “Kitt” dai Carabinieri di San Cataldo che ha portato a sei misure cautelari in carcere ed ai domiciliari nei confronti di quattro sancataldesi, un catanese e un nisseno, tutte emesse dal Gip su richiesta della Procura di Caltanissetta, su indagini dei Carabinieri della Tenenza di San Cataldo condotte dal sostituto procuratore Davide Spina e coordinate dal Procuratore Amedeo Bertone

Sono una decina i furti in appartamento ricostruiti dai militari dell’arma, ma molti di più quelli che si sospettano. Gli indagati, infatti, senza sapere di essere intercettati in auto, avrebbero ammesso di aver messo a segno almeno 50 colpi, di cui 38 in villini. Una scia di furti avvenuti negli ultimi mesi che aveva determinato grande allarme nei cittadini. Secondo le risultanze investigative a compiere i furti erano i sancataldesi Ivan Cristian Callari, classe 90 (custodia in carcere), Giuseppe Colasberna, classe 78 (custodia in carcere). Entrambi sono accusati della prima rapina da cui sono partite le indagini in cui un 60enne italo francese originario di San Cataldo venne malmenato. Altri furti minori vengono invece contestati a Rosario Diliberto classe 70 (domiciliari) e Michele Callari, classe ’82 (arresti domiciliari). Difesi dagli avvocati Massimiliano Bellini, Maria Francesca Assennato, Angelo Tambè e Gianluca Amico.

Arrestato anche il catanese Davide Intravaia (custodia in carcere), per aver ceduto dosi di stupefacenti, secondo gli inquirenti acquistati dagli indagati con il provento dei furti. Ai domiciliari il nisseno Fabio Colore, classe 74, indagato per ricettazione di una collana d’oro, difeso dall’avvocato Gianluca Guida.

C’è un settimo destinatario di ordinanza di custodia in carcere, tutt’ora ricercato. E’ ritenuto il secondo pusher catanese presso cui Cristian Ivan Callari e Giuseppe Colasberna si sarebbero riforniti.

Non solo gioielli, oro e denaro. I ladri non disdegnavano quadri, elementi di arredo e in un caso anche un piano cottura, da utilizzare nelle proprie abitazioni.

“È stata importante – ha detto il procuratore capo, Amedeo Bertone – anche la collaborazione delle parti offese e dei testimoni che hanno denunciato i fatti, supportando le indicazioni delle vittime. Accanto a questo buon esempio c’è anche un altro episodio invece in cui la vittima è stata avvicinata per recuperare la refurtiva dietro pagamento”.

“L’attività della Tenenza costituisce un segnale della presenza su un territorio colpito dall’ estate 2015 al 2016 da una serie di furti in abitazione, il più eclatante il primo con un’aggressione a un cittadino di origine francese pesantemente malmenato e derubato”, ha spiegato il colonnello Gerardo Petitto, comandante provinciale dei Carabinieri.

 

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