Dai calabresi Strangio ai Bonanno di New York. La rete mafiosa e affaristica internazionale dei Rinzivillo di Gela

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Una rete d’affari di Cosa nostra estesa fino alla capitale, al Nord Italia e persino all’estero. E’ quanto emerge dalla maxi operazione scattata contro il clan Rinzivillo tra Italia e Germania. Il blitz con 37 gli arrestati, di cui 2 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari a Colonia, è stato eseguito in Sicilia, Lazio, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna per opera di 600 tra finanzieri e carabinieri del comando provinciale di Roma e poliziotti della questura di Caltanissetta.

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l’uscita degli arrestati dalla Questura

Molti degli arrestati sono stati portati mercoledì mattina in Questura prima di essere tradotti in carcere. L’indagine, avviata nei confronti del clan Rinzivillo di Gela, alleato con i Madonia e i Corleonesi, è stata seguita dalle Direzioni distrettuali antimafia di Roma e Caltanissetta e coordinata dalla Procura nazionale antimafia. Sequestrati anche beni e società per un valore di 11 milioni di euro.

Tra gli arrestati il boss Salvatore Rinzivillo, 57 anni, in libertà dal 2013 dopo aver scontato una condanna per mafia. Rinzivillo è fratello di due ergastolani, attualmente al 41 bis, e da tempo vive e risiede a Roma. Tra i complici del boss ci sarebbe Santo Valenti, siciliano trapiantato nella capitale dove lavora come imprenditore nel settore dell’ortofrutta. In Germania Rinzivillo sarebbe riuscito ad avviare dei contatti con Antonio Strangio, latitante ‘ndranghetista e titolare del ristorante “Da Bruno”, teatro della strage di Duisburg nel 2007.

L’intento del gelese sarebbe stato quello di gettare le basi per un traffico di sostanze stupefacenti. Le manette sono scattate anche per un avvocato romano, Giandomenico D’Ambra, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Arrestati anche due carabinieri Marco Lazzari e Cristiano Petrone con l’accusa di accesso abusivo alle banche dati delle forze dell’ordine. Avrebbero passato notizie riservate ai membri del clan. Uno dei due avrebbe effettuato dei sopralluoghi per un’estorsione contro il proprietario di un bar in via Veneto a Roma di proprietà della famiglia Berti, finita sotto estorsione per 180 mila euro. La conferenza stampa con i dettagli dell’operazione si è tenuta a Roma, presso la procura nazionale antimafia e vi hanno preso parte il procuratore Franco Roberti ed i procuratori di Roma e Caltanissetta, Giuseppe Pignatone e Amedeo Bertone.

Il G.I.P. del Tribunale nisseno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, a seguito delle indagini condotte dalla Squadra Mobile ha disposto l’arresto di 31 soggetti, per associazione di stampo mafioso, plurimi episodi di estorsione e detenzione illegale di armi, riciclaggio e autoriciclaggio, intestazione fittizia di società al fine di eludere la normativa antimafia in materia di misure di prevenzione patrimoniali e traffici di droga. In particolare è stata rilevata la convergenza tra le parallele indagini di Roma e Caltanissetta. Rinzivillo aveva intrapreso rapporti con altri capi mafia palermitani, con mafiosi operativi nella provincia di Trapani e di Catania. L’organizzazione è risultata composta da un’ala criminale – che si occupa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, estorsioni, intestazioni fittizie e traffico di armi – e da un’ala imprenditoriale, che si occupa invece di edilizia, di trasferimento fraudolento di beni nonché di commercializzare autoveicoli, alimenti in genere e prodotti ittici in forza di accordi tra RINZIVILLO ed importanti esponenti della mafia palermitana e perfino con un boss italo-americano del calibro di DE VARDO Lorenzo, di stanza a New York, appartenente alla “famiglia mafiosa BONANNO – fazione CATALANO di Cosa Nostra”.

In Germania Rinzivillo aveva rivitalizzato la cellula criminale, operante nelle città di Karlsruhe e di Colonia, nei land tedeschi di Baden-Wüttemberg e della Renania Settentrionale-Westfalia, individuando nell’insospettabile e incensurato MARTORANA Ivano, di origini gelesi ma da sempre di stanza in Germania, il nuovo luogotenente, unitamente allo zio ROSA Paolo, altro gelese trasferitosi in Germania e già collegato al capo. Settore alimentare e droga, le attività di punta. Sull’asse Germania –Italia, rinzivillo aveva contatti con il noto latitante STRANGIO Antonio, grazie al quale la cosca gelese in terra tedesca aveva effettuato carichi di cocaina.

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