“Crisi legalità senza precedenti”, Lari nuovo PG: “non dipende solo dalla mafia ma anche da corruzione ed evasione”

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“E’ a tutti noto che in questo momento storico si assiste in questo Paese ad una crisi di legalità senza precedenti. Che non dipende solo dalla presenza delle più disparate forme di criminalità organizzata e comune, ma anche dal dilagare di una corruzione e di un’evasione fiscale che non hanno eguali in Europa, accompagnati da una compulsiva espansione dell’economia mafiosa”.

IMG_1310“In questo quadro è naturale che i cittadini onesti, la maggioranza silenziosa che non fa notizia, avvertano un generale desiderio di recupero di quei valori di onestà e correttezza e del senso dello Stato che per troppo tempo sono stati messi da parte con conseguenze devastanti per l’economia e l’occupazione e per l’immagine del Paese. In altri termini è pure giustificata un’aspettativa dell’amministrazione della giustizia che risponda a criteri di trasparenza, professionalità ed efficienza, ovvero che da una parte sia in grado di fare chiarezza al proprio interno e dall’altra in serenità e collaborazione tra uffici riesca a ricondurre la criminalità organizzata dentro limiti fisiologici”.

In poche parole, un emozionato Sergio Lari, davanti la moglie Luisa, i figli, e un caloroso pubblico formato per lo più da addetti ai lavori, istituzioni e giornalisti e molti magistrati amici, ha spiegato il senso del suo lavoro alla procura di Caltanissetta che oggi ha formalmente lasciato per assumere l’incarico di Procuratore generale presso la corte d’appello. Lari, che nel suo discorso ha sottolineato (non per la prima volta) che il suo metodo investigativo segue le orme di Falcone, ha parlato davanti al procuratore di Termini Imerese Alfredo Morvillo, fratello di Franca, moglie di Giovanni Falcone e giunto a Caltanissetta proprio per presenziare alla cerimonia di insediamento. Così come ha fatto il procuratore Domenico Gozzo, che a Caltanissetta con Lari ha lavorato a numerose inchieste. IMG_1306

Lari ha ricordato l’articolo 112 della Costituzione, sull’obbligo del pubblico ministero all’esercizio dell’azione penale e in almeno due passaggi del suo discorso ha ricordato a tutti che i cittadini sono uguali davanti alla legge.

Nessun riferimento esplicito alle inchieste in corso da parte della Procura di Caltanissetta, adesso in carico al procuratore capo facente funzioni Lia Sava sulle ipotesi di corruzione e abusi che si sarebbero perpetrati in un pezzo di magistratura palermitana, ma bastano le summenzionate parole per esprimere il pensiero del neo Procuratore Generale Lari: quelle indagini andavano fatte perchè è un obbligo e perchè tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge.

“Anche la Procura Generale può contribuire a soddisfare queste aspettative, sia assolvendo ai compiti giurisdizionali sia esercitando in modo innovativo i poteri di sorveglianza e coordinamento attribuiti dall’ordinamento, in riferimento al controllo e corretto esercizio IMG_1296dell’azione penale da parte del Procuratore della Repubblica del distretto”, ha detto Lari. “Non si tratta di forme surrettizie di controlli gerarchici su pubblici ministeri ma di un omogeneo esercizio dell’azione penale ai sensi dell’articolo 112 della Costituzione”.

Prima di Lari hanno parlato tra gli altri il procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato, il presidente della Corte d’Appello, Salvatore Cardinale, il procuratore aggiunto Lia Sava, che ha ricordato la lunga esperienza, 10 anni, da sostituto a Palermo con Lari in posizione di Aggiunto.

“Il Procuratore Lari arriva a Caltanissetta quando Saptuzza inizia a pentirsi con dichiarazioni assolutamente incompatibili con quelle di Scarantino, su cui si basavano le condanne per le stragi. Si discusse se Spatuza potesse essere un depistatore. Viceversa il depistatore era Scarantino. Lari ristudiò in modo certosino tutto il materiale con vasta attività di riscontro, soltanto in esito a questa eccezionale attività riesce a raggiungere il risultato della verità” sulla strage di via D’Amelio, ha detto Scarpinato. Che ha ricordato anche quando Lari rischiò di “perdere” il principale teste dell’accusa, il pentito Gaspare Spatuzza, al quale, dopo le dichiarazioni IMG_1299su Dell’Utri, volevano levare il programma di protezione. Ma anche quei momenti furono superati. Poi ha ricordato “il balzo in avanti del 100% sulle misure patrimoniali di sequestri” citando come unico esempio su tutti il sequestro, poi divenuto confisca definitiva, del patrimonio di 260 milioni di euro “dell’ex presidente dell’Ance Pietro di Vincenzo”

Quindi “le inchieste delicatissime su trame e rapporti tra mafia ed economia, come quelle su Calcestruzzi e Italcementi i cui vertici vengono accusati di avere fornito calcestruzzo depotenziato per creare fondi neri alla mafia. Inchieste che hanno inciso sui colletti bianchi”, ha detto il PG di Palermo.

Infine l’inchiesta che sta facendo tremare il palazzo di giustizia di Palermo per la gestione dei beni sequestri alla mafia e gli inquietanti retroscena sulla nomina di amministratori giudiziari. Scarpinato ha detto che tale “inchiesta dimostra che siamo di fronte a un magistrato per il quale la legge è veramente uguale per tutti”, ha detto in riferimento a Lari.

Dopo il presidente del tribunale, Claudio Dall’Acqua e il presidente dell’ordine forense, Pierluigi zoda, ha parlato l’Aggiunto Lia Sava che di Lari ha sottolineato “Equilibrio, e la capacità di guardare i fascicoli processuali da tutti i punti di vista cercando anche le prove a favore”. “Mi ha insegnato, anche nei momenti topici di contese dilanianti, che noi siamo lo Stato”.

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