Crisi idrica, si presentano in tre al consiglio comunale “urgente”

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Si sono presentati in tre consiglieri alla seduta aperta del consiglio comunale “straordinario e urgente” per discutere l’importante tema del servizio idrico in città,  convocato per oggi pomeriggio alle 16,00. Un fallimento totale dopo il rinvio deciso ieri per mancanza di numero legale. Un’assenza che chiude definitivamente la seduta, dopo la mezza “farsa” di ieri.

Già ieri, infatti,  in prima convocazione, il consiglio comunale era andato a vuoto. Nonostante una convocazione urgente di una seduta aperta, il civico consesso si è chiuso dopo alcune ore di dibattito per mancanza di numero legale. All’ordine del giorno la recente crisi idrica e le valutazioni sul servizio di erogazione idrica in città. Rinviato a oggi, quando in aula si sono presentati in tre e il numero legale era di 12.

Alla seduta di ieri non si erano presentati né i sindacati, né Siciliacque, Ato idrico e Caltaqua, questi ultimi per impegni istituzionali pregressi. Il civico consesso si è spaccato quando la consigliera del PD Annalisa Petitto ha proposto un documento per l’istituzione di una commissione d’indagine sul servizio idrico. Un documento che per trovare i voti di altri consiglieri avrebbe dovuto declinare l’organismo a commissione di studio. In assenza di un accordo, la Petitto ha ritirato il documento e la presidente Leyla Montagnino ha messo in votazione la richiesta di rinvio avanzata dalla consigliera e capogruppo Udc, Adriana Ricotta, ma al momento del voto c’erano 15 presenti su 30, ed è mancato il numero legale.

Il comunicato di Forza Italia

“Si chiude con un nulla di fatto la seduta del Consiglio Comunale convocata dal Presidente del Consiglio Comunale a seguito di deliberazione della Conferenza di Capigruppo e nonostante lo scrivente avesse chiesto, anzitempo, l’annullamento per evidenti vizi di legittimità dell’iter deliberativo”. Così il capogruppo di Forza Italia Calogero Adornetto tiene viva la controversia già andata in scena in consiglio comunale sulla legittimità della convocazione, dallo stesso eccepita nei giorni scorsi. “Chi ha seguito i lavori dal vivo o in diretta radio ha potuto verificare con quanta disorganizzazione ed impreparazione sono stati condotti i lavori d’aula in conseguenza di una scarsa capacità amministrativa e decisionale del Presidente del Consiglio Comunale che, a tentoni, ha cercato di arrampicarsi sugli specchi sino alla fine”, afferma Adornetto. Già al ventesimo minuto dall’inizio dei lavori, la Maggioranza proponeva il rinvio della seduta. “Non ho mai sentito dire, ne tanto meno conosco norme scritte, sulla possibilità che i Consigli Comunali possano votare una proposta di rinvio dei lavori senza deciderne la data e l’ora ma, soprattutto, non comprendo quale possa essere il motivo del rinvio dei lavori se si è in corso di una riunione convocata in seduta STRAORDINARIA, URGENTE ED APERTA”.

La posizione di Idv

“Un consiglio comunale riunitosi in seduta straordinaria, seppur tardivo, per discutere dei disagi patiti dai nisseni dall’assenza dell’acqua, termina con un nulla di fatto. Si sono dette parole di circostanza, registriamo positivamente l’intervento del consigliere Petitto che ha relazionato con partecipazione, ma alla fine il consiglio si è sciolto per mancanza del numero legale, in pratica quasi tutti erano andati via”. Lo afferma Riccardo Lo Brutto, commissario cittadino di Italia dei Valori. “L’unica proposta valida – afferma IDV – é stata copiata dalla nostra richiesta-reclamo del 13 novembre inviata a Caltaqua e al Sindaco con la quale chiedevamo l’applicazione delle tariffe minime a titolo risarcitorio. E’ inconcepibile come un consiglio comunale non riesca a deliberare su un argomento cosi importante e tragico per la nostra città, e neppure a generare una semplice dichiarazione di indirizzo politico che possa mettere in mora Siciliacque, Caltaqua e l’Amministrazione Comunale, ci sembra inaudito”, afferma il partito di Italia dei Valori che chiede ai consiglieri di devolvere il gettone in beneficenza.

Il comunicato del consigliere Alessandro Maira

“La sacralità delle istituzioni più importanti, il Comune nel suo complesso, ai miei occhi l’ha compromessa e, secondo me, l’ha del tutto perduta nel corso dei lavori del Consiglio Comunale di ieri 23 novembre 2015”.

Sun problema “vitale per le famiglie qual è quello della distribuzione dell’acqua”, scrive Maira, “siamo riusciti a “perdere” cinque ore di interventi per decidere sul rinvio del punto all’ordine del giorno, e siamo stati capaci anche, dopo cinque ore di inutile dibattito, a rinviare ad oggi per la decisione sul rinvio, ma soprattutto ieri abbiamo preso atto che il Comune di Caltanissetta, il Consiglio Comunale che è la sua più alta espressione, il Sindaco, l’Amministrazione, sono del tutto privi di autorità ed autorevolezza perché nessuno degli Enti invitati si è degnato, con giustificazioni più o meno plausibili, di partecipare ai lavori così mettendo il “bollo” sulla inutilità ed ininfluenza di come opera il nostro Comune e i suoi organi. Un altro Consiglio puramente “celebrativo” ed “inutile”, (pur nella sua iniziale utilita’), come quello a cui purtroppo abbiamo tutti assistito ieri sera”.

Basta chiacchiere, scrive Carlo Campione del Polo Civico.

“Dispiace quando un Consiglio Comunale si conclude con un nulla di fatto. E’ giusto contribuire al dibattito ma bisogna conoscere la materia . Spesso non è così. Il Consiglio comunale del 23 Novembre convocato con straordinarietà e urgenza da 24 consiglieri è stato rinviato al giorno successivo per mancanza di numero legale. Dispiace, fa male e chiediamo scusa alla città per non essere riusciti a dare la giusta importanza ad una richiesta dei cittadini. L’assenza degli interlocutori invitati al Consiglio ( Caltaqua, Sicilacque, Ato idrico) non può vanificare il dibattito su un tema così sentito dalla cittadinanza. Attacchi strumentali nei confronti di tutti: avremmo potuto discutere ugualmente, fare il punto della situazione, proporre soluzioni, predisporre atti, documenti: tutti poteri di cui è investito il pubblico Consesso. Così non è stato. Si rinvia per deliberare su un eventuale rinvio della discussione. Non ci stiamo: proponiamo, approfondiamo, studiamo soluzioni e solo successivamente convochiamo un Consiglio Comunale. Un Consiglio Comunale va preparato non può essere improvvisato. Il Polo civico con le proprie officine , nel proprio piccolo, ha studiato la tematica ma non basta. Volevamo istituire una Commissione di studio e inchiesta come avevamo accennato alcuni giorni fa. Il 24 non siamo presenti in Consiglio per deliberare un rinvio, non ha senso”.

“Chiederemo – conclude Campione – insieme a chi ci sta a chi vuole il bene della città un Consiglio Comunale che deliberi su proposte concrete da dare ai cittadini. Un Consiglio Comunale che vuole riappropriarsi del proprio ruolo centrale della politica nissena”.

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