Crack e marijuana, l’attività di spaccio era a conduzione familiare. Arrestati zio e nipote a San Cataldo

Nella mattinata del 12 Luglio i Carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Caltanissetta e della Tenenza di San Cataldo hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa da G.I.P. presso il Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di B.A. e F.S., zio e nipote, rispettivamente di 41 e 21 anni, per il reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. L’attività investigativa condotta dai militari dell’Arma di Caltanissetta e San Cataldo, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta, ha disvelato ripetute violazioni commesse nell’arco temporale compreso tra l’aprile e il novembre 2020, da parte dei destinatari della misura cautelare, della disciplina sugli stupefacenti.

Le indagini, condotte attraverso l’acquisizione di immagini video ottenute con l’installazione di apposite apparecchiature di ripresa e poi corroborate dai contenuti dei dialoghi captati dall’ulteriore attività di intercettazione, hanno consentito di appurare le modalità esecutive dell’attività criminale degli indagati. Lo schema seguito per l’attività di spaccio, relativo principalmente a sostanze quali il crack e la marijuana, seguiva uno schema piuttosto consolidato: gli acquirenti erano soliti recarsi per l’acquisto dello stupefacente presso l’abitazione posta al piano terra di uno dei due arrestati, ubicata in un complesso di edilizia popolare a San Cataldo che, per caratteristiche strutturali e posizione urbanistica, era tale da favorire l’attività illecita poiché dotata di doppio accesso su due diverse vie e – pertanto – facilmente raggiungibile dagli assuntori.

I clienti infatti, nei pressi dell’abitazione, venivano sempre raggiunti sulla pubblica via dagli spacciatori i quali, dopo aver preso l’ordinativo, facevano un rapido rientro all’interno dell’abitazione per recuperare lo stupefacente richiesto per poi riavvicinarsi nuovamente ai clienti per la consegna, restando all’esterno dell’autovettura oppure salendo a bordo della stessa. Numerosi i riscontri ottenuti dai militari dell’Arma nel corso delle attività: il sequestro di circa 40 grammi di marijuana precedentemente acquistata da parte di diversi soggetti, tutti segnalati alla competente Prefettura quali assuntori, dopo essersi riforniti dai due spacciatori; l’arresto in flagranza, per la detenzione di crack già suddiviso in dosi, di B.A. a San Cataldo il 23.11.2020. Le riprese video, oltre a documentare le singole condotte di spaccio, hanno permesso di acclarare che il tessuto di relazioni tenute da zio e nipote fosse quasi esclusivamente rivolto ad altri soggetti gravitanti nell’ambito delle droghe. Le intercettazioni hanno poi permesso di confermare ulteriormente la costante disponibilità di sostanze stupefacenti dei due indagati e il loro pieno inserimento nelle dinamiche relative allo spaccio.

In talune conversazioni il linguaggio e i riferimenti sono stati assolutamente espliciti (parlando, con diversi interlocutori, ad esempio di canne, denaro contante quale provento dei reati, merce da consegnare dietro corrispettivi in denaro, erba), talvolta, invece, con linguaggio codificato (parlando, ad esempio, di olio). La chiarezza o l’assenza di ambiguità delle conversazioni non ha lasciato margini interpretativi sul reale contenuto dei dialoghi.

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