Costretti a vivere in condizioni subumane. Profughi in tenda senz’acqua e bagni

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Più che le foto a colpire è il racconto che il medico nisseno Giuseppe Dolce fa dopo la visita all’accampamento di profughi sotto il ponte della Ss640 DIR, in contrada Pian del Lago di fronte il centro d’accoglienza per immigrati. “Non possiamo lasciare degli esseri umani a vivere in una condizione subumana”, spiega il medico pediatra.

IMG_4592Una visita che Dolce ha fatto insieme ad altri rappresentanti del circolo Faletra del Pd con gli attivisti dello Sportello Immigrati di via Re d’Italia, realtà che da anni si occupa dei diritti degli immigrati in città. In quel campo, più volte sgomberato e nuovamente occupato da profughi richiedenti asilo che non hanno nessun posto in cui vivere, ci sono una ventina di immigrati. In alcuni periodi diventano molti di più. La maggior parte di loro attende l’accesso al Cara o il permesso di soggiorno. Senza acqua nè bagni, costretti a dormire al gelo dentro sgangherate tende da campeggio.

“E’ una situazione abnorme. Non si può considerare un accampamento o un’accoglienza. Ci sono solo tende, con il freddo che c’è, il fango che entra dappertutto, la sporcizia e la mancanza di acqua e bagni. Quindi anche la possibilità che la situazione igienico sanitaria peggiori di giorno in giorno”, spiega Dolce.

I più fortunati dopo settimane riescono ad avere un accesso al Cara. Settimane che hanno passato al gelo anche durante l’emergenza neve.

“Il comune e la Prefettura facciano qualcosa per trovare una soluzione più civile e adeguata. Siamo stati lì non solo per denunciare una situazione nota, ma anche per trovare rimedi temporanei come un bagno chimico. Con lo sportello immigrati abbiamo pensato di costituire un ambulatorio medico in città, perchè abbiamo trovato situazioni a limite”.

Ci sono molti casi di malattie dovute a scarsa igiene, malnutrizione, alle fatiche affrontate per il viaggio.

“Vogliamo creare una situazione più civile, alcune misure si possono fare subito.  Poi solleciteremo  il consiglio e la giunta comunale a mettere in campo iniziative per utilizzare immobili in disuso o fatiscenti da recuperare con finanziamenti europei e cercare di risolvere un problema che comunque sappiamo essere molto difficile”, conclude Dolce.

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