Corte dei Conti indaga su campagna elettorale di Cancelleri (M5S) che replica: "chiariremo tutto"

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La Corte dei conti della Sicilia indaga sulla campagna elettorale del deputato regionale Giancarlo Cancelleri. E’ quanto emerge dal provvedimento con cui i giudici contabili hanno rilevato anomalie nei resoconti 2013 (le elezioni furono a dicembre 2012). I magistrati contabili chiedono “chiarimenti in ordine al rimborso di fondi per la campagna elettorale di Rosario Cammarata (mandatario del deputato Cancelleri ndr) per un importo di 8.730 euro in quanto gestione estranea all’attività del gruppo parlamentare, nonché in ordine all’emissione di un assegno non datato alla Point service per un importo di 136 euro”. I giudici infine chiedono chiarimenti su oltre 4 mila euro quale accantonamento Tfr per i dipendenti esterni.

“Chiariremo tutto alla Corte dei conti”, ha commentato il deputato M5s all’Ars Giancarlo Cancelleri. “Gli ottomila euro per la campagna elettorale sono soldi raccolti dai cittadini, tutti rendicontati e rendicontabili. Li ha versati il mio mandatario sul mio conto corrente”.

Ma non solo. La Corte dei Conti chiede al Movimento cinque stelle dei chiarimenti sulla missione dei grillini Giancarlo Cancelleri intervistatodello scorso giugno. Si tratta di un importo complessivo di 6.927 euro. Secondo i giudici contabili “bisogna precisare la motivazione del viaggio in relazione ai compiti svolti, all’interno del gruppo parlamentare, dai singoli partecipanti alla missione”. Non solo, i giudici ci sono anche delle ‘anomalì sui 2.674 euro spesi dal M5S per l’acquisto di libri e riviste “trattandosi di merce per la quale non è previsto il rilascio dello scontrino fiscale da parte del venditore, occorre allegare copia dei contratti di abbonamento alle testate giornalistiche, ovvero copia dei contratti di somminsitrazione stipulati con i fornitori”. Per quanto riguarda la somma contestata per un viaggio a Bruxelles di alcuni deputati, Cancelleri parla di un “viaggio fatto per parlare di fondi europei”. La somma contestata è quasi settemila euro.

fonte Il Fatto Quotidiano

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