Corte d’Appello. Il Tavolo unico scrive al Ministro Orlando. “Giustizia garantisce presenza dello Stato”

1269

“Signor Ministro, a nome degli enti, delle associazioni rappresentate, delle istituzioni e dei soggetti che hanno partecipato ai lavori dei nostri organismi, sentiamo il dovere di esternare la viva preoccupazione registrata nella fascia centrale della Sicilia per la ventilata ipotesi di ridiscutere la permanenza della Corte d’Appello di Caltanissetta, in un momento storico particolare per l’intero comprensorio da tempo impegnato in una cruenta lotta per l’affermazione del cambio culturale sulla legalità che ha coinvolto l’intera regione, le istituzioni, le associazioni di rappresentanza del mondo del lavoro e dei lavoratori, singoli cittadini che oramai credono possibile vivere una condizione dove il ‘diritto’ sia l’unico regolatore sociale e debba prevalere sulla ‘cortesia’ e soprattutto sulla prepotenza mafiosa”.

IMG_6545Inizia così la lettera del Tavolo univo di regia per la legalità e lo sviluppo della provincia di Caltanissetta a firma del presidente Salvatore Pasqualetto, inviata al Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, in procinto di emanare il cosiddetto decreto bis sul riordino delle sedi giudiziarie in Italia.  Di seguito il prosieguo della lettera al Ministro.

“Ventilare possibili rimodulazioni dell’esistenza delle Corti di Appello in Sicilia e mettere in dubbio l’esistenza di Caltanissetta pone il sistema in forte “fibrillazione”, non solo perché la “giustizia” è lo strumento che garantisce una presenza significativa dello Stato in questi territori, ma per la centralità della struttura presa a riferimento che favorisce l’avvicinarsi anche di altre province trovando nella città di Caltanissetta la convenienza necessaria per risparmiare tempo e minori costi, considerati i tempi di percorrenza e le distanze chilometriche.

In questo periodo e con riferimento alla riforma della geografia giudiziaria e alla ridefinizione dell’assetto territoriale dei distretti delle corti di appello, registriamo la viva e giusta protesta del mondo forense e dell’ANM, circa l’ipotesi ventilata e l’opportuna richiesta di rafforzare il distretto giudiziario valorizzando la centralità del territorio e ricercando anche l’efficienza funzionale attraverso la richiesta avanzata da diverse parti, per la copertura dei posti vacanti.

IMG_6539Signor Ministro, siamo ad un punto della storia dove il territorio ha necessità di essere potenziato e magari ampliato per gli avvenimenti che l’hanno caratterizzato a partire dal 2005 quando un gruppo di uomini e donne rappresentanti del territorio decisero d’affrontare il cambiamento culturale, convinti delle tante difficoltà che si sarebbero incontrate. Senza averlo previsto, si imboccava la via del rinnovamento e della diffusa cultura della legalità, grazie anche ad una Magistratura attenta e partecipe alle scelte sociali. In altre parole prendeva corpo quel binomio: legalità e sviluppo, a cui tanto si era lavorato pur di cambiare il volto storico di una provincia scelta dalle forze alleate per lo sbarco nell’Isola.

Su queste basi, abbiamo provato a costruire un progetto denominato “zona franca per la legalità”, argomento che per la sua importanza fu affrontato dal Procuratore Generale della Repubblica di Caltanissetta in una delle relazioni d’apertura dell’anno giudiziario. Una zona sicura dove sia possibile realizzare iniziative produttive controllando la qualità dell’investimento e la credibilità del progetto che si intende

IMG_6550

eventualmente realizzare. Un intervento di siffatto spessore non può prescindere dall’efficacia e dalla funzionalità degli organi della giustizia, di una Magistratura attenta e partecipe presente costantemente sul territorio come attualmente avviene seppur tra le tante difficoltà di organico registrate e un impegno straordinario del personale amministrativo impegnato nel palazzo di giustizia che si pone l’obiettivo di rispondere in tempi europei alle richieste presentate.

La centralità del nostro territorio può essere un vantaggio per tanti, soprattutto per coloro che vivono nella fascia centrale dell’Isola e si rivolgono alla Corte di Appello di Caltanissetta.

Siamo dinnanzi ad un territorio pronto ad ospitare l’eventuale ampliamento dell’area attualmente di competenza della Corte, alla luce del parere favorevole espresso per la realizzazione del ‘Tribunale di Montagna’ con un bacino di utenza allargato a 100 mila abitanti e alla manifesta volontà dal Comune di Mistretta (Me) d’aderire al libero Consorzio dell’Ennese.

La nostra situazione infrastrutturale consente, alla fascia centrale della Sicilia, di rapportarsi pur tra tante difficoltà e collegarsi in tempi ragionevoli alla città di Caltanissetta, senza considerare l’impatto della criminalità organizzata dell’intera fascia di riferimento dal quale non si può prescindere alla luce dei tanti avvenimenti che hanno caratterizzato il territorio e posto nuove condizioni circa la percezione del sistema giustizia.

Abbiamo cercato di rappresentare, seppur brevemente, le ragioni che ci inducono all’intervento e Le confidiamo che è nostro intendimento voler partecipare al processo di riordino della giustizia nei territori di ‘periferia’ dove lo Stato ha necessità di ‘affermare’ la Sua presenza.

Queste riflessioni ci inducono a rivolgere un accorato appello al Signor Ministro, affinché nel realizzare il “processo di riforma” dia la possibilità alla Corte di Appello di Caltanissetta d’ampliare la fascia di competenza a territori oggi sottoposti ad altri distretti giudiziari e amministrare giustizia nel cuore della Sicilia.

Saremmo onorati poterLa incontrare per esporre meglio le motivazioni della nostra richiesta e illustrare i motivi che ci spingono a chiedere d’allargare la giurisdizione di competenza del distretto giudiziario della Corte di Appello di Caltanissetta.

Restiamo nell’attesa di un Suo gradito cenno di riscontro”. Così conclude il presidente del Tavolo unico, Salvatore Pasqualetto

 

 

dott. salvatore pasqualetto

Presidente

 

Commenta su Facebook