Corte d'Appello. Il responsabile giustizia PD, Ermini, porterà la proposta di accorpamento con Agrigento al Governo

1613

Deputati nazionali e regionali, vertici amministrativi e della magistratura del Distretto di Corte d’Appello, sindaci provenienti da tutta la provincia e dalle province di Enna e Agrigento, avvocati e vertici dell’Ordine forense del distretto, consiglieri comunali e presidente dei civici consessi del capoluogo e di diversi centri della provincia e del centro Sicilia.
DSC_2319Questa la risposta in termini di presenze al dibattito organizzato stamane al Teatro Margherita dal titolo “Giustizia e Territorio”, riferito alla salvaguardia della Corte d’Appello di Caltanissetta quale imprescindibile presidio di legalità.
Un dibattito a cui ha partecipato il deputato David Ermini, responsabile nazionale Giustizia del PD nonché uomo molto vicino al premier Renzi. Premier che si trova alla guida di un Governo nazionale che intende mettere mano alla riforma della geografia dei distretti giudiziari, nell0’ambito della quale è prevista la soppressione in prima battuta di almeno cinque corti d’appello, tra cui quella nissena. In seconda battuta l’ipotesi è quella di una sola Corte d’Appello per Regione.
Un dossier che il governo Renzi per la verità si è trovato sul tavolo dal precedente governo tecnico e su cui ha messo mano con una commissione nominata dal Ministro Orlando che dovrà valutare dati e proposte.DSC_2314
E proprio in tale ottica il presidente dell’ordine degli avvocati di Caltanissetta, Pierluigi Zoda, il Procuratore generale della Corte d’Appello facente funzioni, Fabio D’Anna e il sindaco Giovanni Ruvolo hanno organizzato l’incontro odierno in cui è stato consegnato a Ermini un altro dossier, ovvero un’articolata proposta, con dati alla mano, che prevede l’accorpamento dei territori della provincia di Agrigento, limitrofi alla provincia nissena, nel distretto di Corte d’Appello di Caltanissetta. In seconda battuta anche l’accorpamento del capoluogo Agrigento.
A partecipare al dibattito anche Azzurra Cancelleri, in sostituzione del deputato penta stellato Bonafede e Alessandro Pagano, componente della commissione Giustizia della Camera.
DSC_2320Il responsabile giustizia del PD, Ermini, non si è sbilanciato. Impossibile, per lui, dare garanzie sulle future decisioni del Governo. Ciò che ha potuto garantire è l’impegno a portare al tavolo ministeriale e parlamentare la proposta emersa dal Consiglio giudiziario del distretto di corte d’appello di Caltanissetta.
“Nell’ottica del Governo che vorrà rivedere certamente la geografia giudiziaria, credo che su Caltanissetta si possa ragionare affinché continui a svolgere il suo ruolo di cerniera tra Sicilia orientale e occidentale, visto che la risposta alla criminalità organizzata è stata ed è attenta ed efficace”, ha detto Ermini.
Ma il problema è che difendere Caltanissetta potrebbe scatenare una guerra di campanili con Messina, altra Corte d’Appello a rischio nell’ambito di quella che viene definita un’anomalia in Sicilia, dove persistono quattro distretti giudiziari (Messina, Catania, Caltanissetta e Palermo).
“Non credo si debba fare guerre tra distretti – avverte il responsabile giustizia PD – ma una valutazione nazionale. Sono dell’idea che sia sbagliato equiparare per ogni regione una Corte d’Appello. Ci sono regioni che hanno necessitò di più corti d’appello. E’ un ragionamento che dobbiamo ancora fare e non partirei con nessun preconcetto. Valorizziamo i lavori e l’efficienza delle corti d’appello e poi prendiamo una decisione. La giustizia non può essere valutata solo a livello di costi e inoltre la Corte d’Appello di Caltanissetta non rappresenta un costo eccessivo per la collettività”.DSC_2316
Sulla proposta di accorpamento dei territori agrigentini al distretto nisseno, Ermini si limita a prendere atto della proposta, “dovrà essere valutata dal Governo”. “Sono semplicemente responsabile giustizia del PD, non sono al Governo – ha spiegato – Sono notizie importanti, bisogna che questa proposta venga dai vari territori, e allora potrebbe essere una soluzione. Dobbiamo valutarla e studiarla, con magistrati e avvocati che stanno facendo un grandissimo lavoro per la Sicilia. La giustizia funziona se gli operatori collaborano e qui in sicilia c’è una grande collaborazione tra Foro e Magistratura per un sistema che aiuti lo sviluppo della Sicilia attraverso l’efficienza della giustizia”.
Ermini ammette di aver trovato sul tavolo un dossier già chiuso che prevedeva la soppressione e che si trattava soltanto di assumere la decisione. In altre parole è già un successo aver rimesso in discussione quel dossier. “La riforma della geografia giudiziaria è stata fatta con l’accetta – ammette – E’ evidente che fosse necessaria, ma la riforma deve essere anche piena di contenuti”.
Una frase rivolta al deputato della Camera, Azzurra Cancelleri, del Movimento 5 Stelle che ha avvertito il governo sulle riforme. Vanno fatte solo se sono buone riforme e piene di contenuti, ha detto la Cancelleri annunciando che il Movimento sosterrà in Parlamento la proposta di accorpamento e dunque di ampliamento del distretto giudiziario nisseno.
IMG_0617“Spero di tornare con notizie buone – ha concluso Ermini – non credo che entro il 15 dicembre possa accadere qualcosa, posso garantire che tutti sarete ascoltati e le proposte emerse saranno portate all’attenzione del Ministro e del Parlamento, sia che si provveda con una legge delega o con un articolato. L’impegno lo posso garantire”.
Tra gli interventi più ascoltati quello del giudice Giovanbattista Tona, consigliere in Corte d’Appello e uno tra i primi, già due anni addietro, a proporre l’ampliamento quale alternativa alla soppressione.
“La proposta spiega Tona – è stata elaborata e adesso è un progetto, c’è alle spalle un lavoro di studio e comparazione che ha verificato il numero di procedimenti con cui la corte d’appello si farebbe carico, accorpando i territori, e in base ai tempi medi di definizione della nostra Corte, più brevi di altre della Sicilia e non solo. Con un adeguamento di organico non oneroso saremmo in grado di assorbire questo altro contenzioso e consentire la riduzione dei tempi dei procedimenti per la popolazione residente nella provincia di Agrigento, che oggi deve ricorrere in appello a Palermo, dove c’è una Corte molto più congestionata, non in condizione di rispettare la tempistica che rispettiamo noi. Inoltre così la Corte di Palermo, sgravata, potrà dedicare più tempo al lavoro residuo e ciò porterebbe un vantaggio alla popolazione residente nei territori che rimarranno nel distretto palermitano”.
“Non è una rivoluzione del mondo, però è qualcosa di buono, di poco ma di buono. Siccome le rivoluzioni si dicono ma non si fanno, tanto vale facciamo qualcosa che può portare un effettivo beneficio”, conclude Tona.
Una posizione che ha espresso nettamente in sala anche il Procuratore di Agrigento, Renato Di Natale, sottolineando come la Corte d’Appello di Palermo sia congestionata e che l’accorpamento di Agrigento con il distretto di Caltanissetta sarebbe in primis un guadagno in termini di efficienza del servizio giustizia ai cittadini.
In commissione Giustizia della Camera siede il deputato nisseno Alessandro Pagano, componente di un partito, Ncd, che siede al governo Renzi con il Ministro Alfano che peraltro proprio a Caltanissetta ha garantito il suo impegno per la corte d’appello nissena.
“Stiamo portando avanti un ragionamento innovativo da parte di tutti. Quando arrivano queste innovazioni, non si può che portarle nella commissione giustizia della Camera. La proposta ufficiale di razionalizzazione produrrà effetti di scala e vantaggi non solo giudiziari ma anche sociali ed economici”, spiega Pagano, sottolineando il “danno sociale e morale ma anche economico rispetto a questa chiusura”.
Positivo, per il Procuratore generale facente funzioni, Fabio D’Anna, il confronto con la politica. “E’ la prima volta dopo l’incontro con il presidente del’Ars, in cui possiamo scambiare opinioni con la politica che deciderà se sopprimere, accorpare o ridurre. Una tappa importante nel percorso che porterà al mantenimento della corte d’appello di Caltanissetta”.
“Sempre la politica adotterà una decisione, ma se ne prenderà le responsabilità. Privare il territorio della Corte d’Appello, del patrimonio investigativo e degli uffici, comporterà una perdita importantissima e un arretramento nel contrasto alla criminalità organizzata. Il nostro compito è dare dati e spunti di riflessione e poi la politica ne farà l’uso che vuole”.
Secondo un calcolo effettuato dal consiglio dell’ordine forense sarebbero circa cinquemila i cittadini nisseni (non in termini di lavoratori, ma anche di famiglie) che a vario titolo si sposterebbero da Caltanissetta e dal comprensorio in caso di soppressione della Corte d’Appello.

Commenta su Facebook